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L'EDITORIALE

A Perugia un rigore evita una sconfitta imbarazzante in superiorità numerica

Scritto da Marco Marini  | 

Il Lecce conquista un punto a Perugia per il rotto della cuffia ed esce indenne dal Curi dopo la peggiore performance vista in questo torneo.

E' doveroso da parte nostra distinguere il pareggio dalla prestazione ed anche dal sistema di gioco “innovativo” proposto da Baroni nel primo tempo.

Il punto è stato importante, senza dubbio ha permesso al Lecce di conservare la vetta della classifica in concomitanza con la Cremonese, di dare continuità alla striscia di risultati utili e mantenere alto il morale.

La prestazione invece sia nel primo che nel secondo tempo è stata insufficiente. Per motivi differenti. Il cambio del sistema di gioco probabilmente più che destabilizzare il Perugia ha fatto perdere i punti di riferimento al Lecce ed infatti, a parte un contropiede di Rodriguez, la squadra non ha mai tirato in porta. Gli umbri sono stati la squadra ostica e che tutti si aspettavano, ma i giallorossi non sono riusciti a venirne a capo nella prima frazione di gioco. E neanche nella seconda.

Perchè la ripresa è stata giocata quasi interamente in superiorità numerica e né il Lecce ma neanche il suo allenatore (sostituzioni Helgason/Blin e Majer/Listkowski non pervenute) sono riusciti a trovare il bandolo della matassa. Dobbiamo dire che già nel primo tempo la personalità del Lecce di andare a far male agli avversari si è vista a sprazzi, nel secondo non si è vista proprio, anzi si è notato chiaramente il “giochicchiare” della squadra come a dire “il golletto prima o poi lo facciamo”. E' accaduto l'esatto contrario invece, perchè grazie ad un'uscita fuori tempo di Bleve (subentrato a freddo a Gabriel infortunato) Olivieri ha portato in vantaggio i padroni di casa siglando l'uno a zero a porta vuota.

A questo punto ci si aspettava la reazione degli uomini di Baroni ed anche del tecnico il quale in panchina non aveva altri elementi “offensivi” da schierare, a parte Asencio, visto che Strefezza in condizioni non ottimali era stato convocato per fare numero. Ma gli “abili” il tecnico aveva ben penato di schierarli tutti insieme nel primo tempo (mossa azzardata), così da dare sostanza al nuovo sistema di gioco e quando c'è stata la necessità, a parte lo spagnolo, non aveva nessuno per sostituire gli esterni, sicuramente ormai stanchi.

Alla fine, mentre si attaccava all'arma bianca ma senza tirare in porta, un difensore del Perugia ha pensato di allargare il braccio su un innocuo colpo di testa da parte di Hjulmand e l'arbitro ha fischiato il rigore. Coda ha realizzato riportando la squadra in pareggio. Ad onor del vero il Lecce in quei pochissimi minuti che mancavano alla fine della partita ci ha creduto più che in tutta la gara e il solito Hjulmand ha avuto sui piedi la palla del due ad uno, tiro sventato da un miracolo del portiere biancorosso.

La partita si è chiusa così, con rimpianti enormi da ambo le parti e tanto nervosismo: il Perugia si è sentito defraudato dopo che era passato in vantaggio, raggiunto a pochissimi minuti dal fischio finale ed aveva giocato bene in inferiorità numerica; il Lecce per non essere riuscito a sfruttarla e per aver sciupato un'occasione davvero ghiotta per distanziare le dirette concorrenti in classifica.

Stavolta, senza dubbio, il bicchiere è mezzo pieno ma la considerazione che facciamo è sempre la stessa: se vuoi vincere il campionato non devi guardare in faccia nessuno. Non esistono amici, non esistono squadre in difficoltà, non esistono superiorità o inferiorità numeriche. Chi vuole vincere ed ha i numeri per poterlo fare, lo deve fare.

L'ultima considerazione è per il direttore di gara: è vero che ha espulso un calciatore del Perugia ed ha fischiato un rigore sacrosanto, è anche vero che ha spezzettato colpevolmente la partita fischiando continuamente per tutto l'arco dell'incontro, facendo il gioco del Perugia ed impedendo al Lecce di carburare.

La prossima sarà una giornata non fondamentale ma molto importante, si affronteranno Lecce-Brescia e Cremonese-Pisa; ci sarà una settimana di lavoro pieno per tutte, così come per tutte (e non solo per il Lecce) si è giocato ogni tre giorni. Baroni ed i suoi devono ritrovare la freschezza e la voglia di imporre il loro gioco, senza sperimentare niente. Il 4-3-3 ha dato queste soddisfazioni? Bene, che si continui con questo sistema di gioco, poi se è il caso o il risultato lo richiede, durante la partita si può anche variare, com'è giusto che sia.


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