Tic-Tac Tic-Tac, il tempo scorre e dal Comune ancora nessun bando è stato pubblicato. La questione Stadio si fa seria

Il Lecce rischia di non avere uno stadio a norma, proprio nell’anno del suo ritorno trionfale in Serie A. Il Via del Mare, come ormai tutti i tifosi giallorossi sanno, non è in regola rispetto agli standard della massima competizione italiana e per questo nei giorni scorsi è stato indicato lo stadio di Crotone come sostituto.

Circa una settimana fa si diceva che l’US Lecce stesse attendendo l’iter burocratico di competenza comunale, in poche parole si attendeva la perizia tecnica sulla quale il Commissario Prefettizio avrebbe poi costruito il bando di gara per l’assegnazione in gestione dello Stadio Ettore Giardiniero. Nel bando di gara infatti si porranno delle condizioni di concessione del diritto di superficie dell’impianto, su base trentennale, a fronte di interventi che il soggetto aggiudicante dovrà porre in essere per rendere l’impianto moderno e fruibile.

E’ un dato di fatto che sia trascorsa ancora una settimana a vuoto e che nessun bando di gara sia stato ancora pubblicato. Il tempo continua a scorrere e alla fine si è arrivati addirittura a ridosso delle elezioni del prossimo sindaco della Città. Un male più che un bene visto che se dovesse trascorrere altro tempo sarebbe concreta la possibilità di far slittare il tutto a dopo il possibile ballottaggio per poi affidarsi ai tempi e ad i modi che la nuova amministrazione comunale assumerà dopo l’insediamento. Insomma, si rischia di far tardi.

Oltre al tempo, l’altra valutazione di cui l’US Lecce terrà conto saranno le condizioni economiche. Oggi il Lecce sopporta costi elevati per la manutenzione ordinaria, mentre la straordinaria amministrazione spetta al comune che però non ha le risorse per il profondo restiling di cui lo stadio ha bisogno. La nuova concessione dovrebbe tener conto degli 11 milioni di euro necessari per l’ammodernamento dell’impianto che si accollerebbe l’US Lecce magari in cambio di un canone irrisorio o pari a zero.

E’ il caso ad esempio della Cremonese che ha avuto un iter molto simile a quello dei giallorossi. Il Comune infatti ha pubblicato un bando con il quale i grigiorossi si sono aggiudicati lo stadio Zini per 99 anni a canone zero ed hanno dato il via a lavori che il comune non era i grado di svolgere, per 8 milioni di euro.

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