Pubblicità e betting: la Serie A chiede chiarimenti

Filippo Falco Lecce

Come tutti sapete è scattato, a partire dall’1 Gennaio scorso, il divieto assoluto pubblicizzare il betting da parte delle società di scommesse. Il nuovo provvedimento del governo gialloblù è una brutta gatta da pelare per il mondo del calcio che attraverso questo tipo di pubblicità riusciva a creare un giro d’affari enorme.

Per il momento non se ne parla tanto per via della sosta dei campionati di A e di B ma tra pochi giorni si scenderà in campo per la Coppa Italia e i club vogliono vederci chiaro sul decreto Dignità che mette il veto anche ai loghi sulle maglie e i pantaloncini.

A tal proposito, Agipronews fa sapere che la Lega di A ha inoltrato una missiva al Ministero dell’Economia e all’Agcom per capire quale linea seguire in merito per evitare di beccare la sanzione. Il discorso è capire se questo divieto sia da attribuirsi solo alle pubblicità o anche alle sponsorizzazioni e se queste ultime possano arrivare al termine naturale degli accordi presi o debbano interrompersi bruscamente.

Mef e Agcom daranno una risposta entro fine settimana ma in mancanza di comunicazioni sarà ciascun club a gestire in autonomia, ed assumere quindi il rischio di incorrere in una sanzione, la veicolazione dei loghi su abbigliamento e materiale tecnico in genere.

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