Oggi è un attento osservatore della serie B, attualmente alla finestra, come tanti suoi colleghi, in attesa di una chiamata dal mondo del calcio. Parliamo di Franco Lerda, ex allenatore del Lecce ma anche del Vicenza, Pescara, Crotone e Torino tra le altre.

In questi mesi trascorre il tempo dedicandosi al recupero da un infortunio, alla famiglia ma soprattutto a tenersi aggiornato. Corsi, stage, meeting, vuole farsi trovare pronto per la prossima chiamata; intanto si gusta con curiosità questa serie B a 19 squadre ed un occhio di riguardo lo riserva al Lecce.

Che campionato è questa serie B ridotta? Sempre uguale a se stessa o ci sono differenze?
“Il tasso qualitativo delle squadre che vi partecipano è migliorato rispetto alla B delle precedenti edizioni. Le società hanno dovuto rendere gli organici migliori perché c’è meno tempo e retrocedere è un “dramma sportivo” per chiunque. Ci eravamo abituati ad un campionato a 22 squadre e la telenovela che si è vista quest’estate non ha fatto bene al calcio. Io credo che la B debba essere a ventidue, così come eravamo abituati”.

Immaginava il Palermo campione d’inverno?
“Premetto che questo campionato riserva sempre sorprese sia in negativo che in positivo. Il Palermo è una conferma perché ha mantenuto un organico di un certo livello, semmai la sorpresa c’è stata lo scorso anno per i siciliani ma in negativo”.

Franco Lerda Antonio TesoroIl Crotone appena retrocesso dalla serie A sta incontrando grosse difficoltà, se lo aspettava?
“No, non me l’aspettavo. Il Crotone è la squadra che nel girone di andata ha maggiormente deluso nonostante abbia mantenuto un organico di alto livello. Conosco bene l’ambiente e so che lì si può lavorare con efficacia ma alcune annate sono strane. I rossoneri devono migliorare mentalmente per ritrovare la giusta cattiveria agonistica dopo la retrocessione”.

Le neopromosse (Lecce, Padova, Livorno e Cosenza) stanno facendo un campionato al di sotto o al di sopra delle loro possibilità?
“Il Padova si trova in ultima posizione e sapeva di dover affrontare un campionato di sofferenza ma è addirittura sotto quel livello, con la zona salvezza a 7 punti. Dovrà lottare con tutte le sue forze. Il Livorno sta vedendo adesso uno spiraglio di luce e nel mercato di gennaio deve intervenire per prendere qualche giovane di gamba e qualità, soffriranno fino alla fine. Il Cosenza sta rispettando le premesse di inizio stagione, facendo un campionato ottimo. Il Lecce finora è artefice di un campionato strepitoso. Ottiene punti con una qualità di gioco superiore alla media, le sconfitte sono tutte immeritate. Ho visto quasi tutte le partite e posso dire che sono eccezionali, dirò di più: hanno meno punti in classifica rispetto a quello che hanno prodotto sul terreno di gioco”.

Lecce ha una nuova proprietà, giovane, qual è il suo parere?
“Va dato atto alla società di aver lavorato benissimo. Saverio Sticchi e Mauro Meluso hanno fatto e stanno facendo cose egregie, hanno superato brillantemente anche i “temporali” che in questo periodo di gestione ci sono stati. Non tutto è facile come sembra. Un grande applauso a loro”.

Il Lecce gioca con il 4312, un sistema di gioco che si riteneva essere superato ed invece oggi è nuovamente in voga, che ne pensa?
“Un allenatore deve essere bravo di sfruttare le caratteristiche dei ragazzi che ha in rosa e Liverani sta lavorando benissimo, rasentando la perfezione. I sistemi di gioco lasciano il tempo che trovano e il tecnico giallorosso è stato molto bravo ad assemblare il tutto, sia caratterialmente che tatticamente”.

tachtsidisChe formazione è quella del Lecce, ha preso Tatchsidis, dove altro deve mirare? Può puntare ai playoff o alla promozione diretta?
“Posso dire che il Lecce così com’è è una squadra già importante, con l’aggiunta di un giocatore come Tachtsidis aumenta notevolmente il tasso di qualità in un ruolo determinante come quello del regista. E’ stata una scelta mirata, il classico “colpo” di mercato. Il Lecce per adesso ha giocato bene, pur non avendo in organico un vero play. Petriccione ha svolto bene quel compito, così come Arrigoni quando è stato chiamato in causa: entrambi però sono giocatori lineari, il greco è il play per eccellenza ed è un top player per la categoria. Ora sarà fondamentale la sua capacità nel ritrovare il ritmo partita e di inserirsi velocemente in questa vettura (il Lecce) che viaggia a velocità sostenuta”.

Quali calciatori in forza al Lecce lei conosce o ha già allenato direttamente?
“Conosco Falco, Lepore, Vigorito e Bleve per averli allenati personalmente. Ma calcisticamente conosco tutti gli altri e in questa stagione ho apprezzato il loro rendimento nelle partite dei giallorossi”.

I tifosi del Lecce, anche quando la squadra gioca a mille km di distanza sono sempre presenti, se lo aspettava?
“Ho visto che la passione è rimasta intatta. Dopo tanti anni di serie C in questo campionato è aumentata ancora di più. Anche in trasferta il numero di tifosi al seguito è impressionante per la categoria otre che caloroso, non avevo dubbi. Ancora oggi mi commuovo al ricordo degli oltre tremila al seguito in quella maledetta finale (Frosinone). Purtroppo…”.

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