Svetta la bandiera tricolore. Il Lecce di Liverani punta sui talenti italiani

Diciannove partite, diciannove formazioni, una costante: undici titolari sempre italiani. È questo il dato che emerge dallo straordinario girone d’andata del Lecce di Liverani.

Una statistica di non poco conto, se si pensa che su diciannove squadre, oltre ai giallorossi, solo altre due compagini possono vantarsi di questo particolare record, e parliamo di Padova e Cittadella. Quest’ultime, peraltro, sono andate ancora oltre, essendo le uniche due squadre dell’intera Serie B a non avere stranieri in rosa. Non una casualità ma una precisa politica tendente a valorizzare giocatori, soprattutto giovani, nostrani. Il Lecce, invece, di stranieri ne ha solo cinque, pochi rispetto alla media delle squadre del campionato, e si tratta di Tsonev, Haye, Doumbia, Dubickas e del neo-arrivato Tachtsidis. Di questi, il solo Haye è stato maggiormente utilizzato da Fabio Liverani, anche se mai da titolare. Come nella classifica generale del campionato, anche nella speciale graduatoria relativa alle squadre “meno italiane” della Serie B svetta al primo posto il Palermo. I rosanero infatti hanno ben dodici stranieri in rosa, sei di questi nazionali nelle loro rispettive rappresentative, e alla dodicesima giornata hanno stabilito un singolare record, schierando su undici titolari ben nove stranieri provenienti da otto paesi diversi. Un melting pot che sul campo sta dando ragione, con i risultati, ai siciliani.

Altrettanto contento può essere però il Lecce che nella prima metà di campionato ha dimostrato che si può fare un ottimo calcio ed ottenere importanti risultati, puntando su talenti italiani, molto giovani in alcuni casi, desiderosi di mettere in mostra le proprie qualità per dimostrare di valere palcoscenici importanti. D’altronde la Serie B serve anche a questo, ovvero a formare i talenti del calcio nostrano in vista del salto nel grande calcio. Così è stato nel passato recente per molti ragazzi che hanno saputo sfruttare la palestra della serie cadetta per forgiarsi in vista dell’approdo nella categoria superiore, diventando poi elementi importanti della Nazionale. Un esempio su tutti è quello del trio delle meraviglie del Pescara di Zeman composto da Verratti, Insigne e Immobile, mentre in futuro lo stesso percorso potrebbe essere compiuto dal centrocampista Sandro Tonali, la giovane promessa di questa Serie B che è già sul taccuino delle grandi di Serie A e d’Europa.

In totale, in Serie B, gli stranieri sono tanti ma non tantissimi. In tutto sono 138 e costituiscono il 25,2% del totale. Un dato non elevato se paragonato, ad esempio, a quello della Serie A, dove gli stranieri sono 325 su 568: ben oltre la metà, per la precisione il 57,2%. Il Lecce in tale contesto rappresenta un modello vincente, dimostrando come scommettere sui ragazzi italiani molto spesso può rivelarsi una mossa vincente. Un aspetto quest’ultimo che può aiutare a lungo termine il calcio italiano a formare talenti per il futuro della propria Nazionale, che ha da poco avviato un processo di ricostruzione dopo aver toccato uno dei punti più bassi della propria storia con la mancata partecipazione all’ultimo mondiale.

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