La storia è piena di campioni.

C’è chi passa alla storia per un gol in finale, chi per una parata miracolosa al 90′, c’è chi è capitano, baluardo incontrastato della squadra vittoriosa. C’è chi passa alla storia per le giocate meravigliose e anche chi, per qualcosa di brutto.

E poi c’è chi passa alla storia per il romanticismo. Per essere bravissimo ma dannatamente sfortunato. Per avere tutti i numeri ma non riuscire mai ad infilarli nelle caselle giuste. Ma la gente, i tifosi, i ragazzi, i bambini che hanno visto giocare questi “talenti sfortunati” non ricorderanno un gol importante, ma quelle giocate imprevedibili che, tra un infortunio e un altro, ti fanno innamorare perdutamente. Anche se per poco. Anche solo per una partita.

Se chiudo gli occhi, tra mille giocate meravigliose, rivedo quel tiro da oltre 30 metri, dopo aver ubriacato mezza difesa della Lazio, che si stampa sulla traversa. Grazie anche a te Sebastian Cimirotic.

2 dicembre 2001