Come Liverani ha blindato la Ternana e poi il Lecce

Strength in numbers, la forza nei numeri, è il motto dei Golden State Warriors, vincitori di tre degli ultimi quattro anelli NBA. Quei numeri che sorridono anche al Lecce a pochi passi dal giro di boa del campionato, ma ai quali Fabio Liverani dice di non badare più di tanto, perché 15 partite giocate rendono il dato troppo parziale per azzardare i primi bilanci e verdetti.

Un dato in particolare però farà certamente piacere al tecnico romano, ed è quello relativo ai clean sheet. Il suo Lecce in un totale di sei occasioni è riuscito a mantenere inviolata la porta, e da tre partite non subisce goal. Un dato niente male per una squadra la cui tenuta difensiva, soprattutto nelle prime giornate di campionato, aveva destato più di qualche preoccupazione.

Ma quello difensivo è un aspetto sul quale Liverani ha sempre lavorato intensamente come dimostrano le statistiche nella sua giovane carriera. Quando arrivò a Terni subì sei reti nelle prime cinque partite, riuscendo a mantenere per la prima volta la porta inviolata solo alla sesta. Una volta registrata la fase difensiva, la sua Ternana blindò la porta nelle restanti sette partite non subendo goal in tre occasioni e contando un passivo di appena cinque reti. Una statistica che concorse in modo determinante a quella clamorosa salvezza, un risultato incredibile che contribuì pochi mesi dopo a convincere il Lecce a puntare su di lui dopo le dimissioni di Roberto Rizzo.

Come già accaduto a Terni, anche le prime partite sulla panchina del Lecce furono caratterizzate da qualche goal subito di troppo. Nelle prime quattro sfide della sua gestione, i giallorossi subirono ben sei reti, dopodiché presero le misure in difesa e blindarono la porta, ai tempi difesa da Perucchini, per tre partite di fila. Questo filotto di clean sheet consecutivi si è ripetuto poi in altre due occasioni nel corso del campionato e quello delle tre partite consecutive senza subire reti è tuttora il record per Liverani sulla panchina del Lecce.

Da quando siede sulla panchina dei giallorossi, infatti, il tecnico romano non ha mai visto la sua squadra non subire reti per ben quattro partite di fila. Dopo Cremonese, Carpi e Perugia, avrà l’opportunità di migliorare questa statistica contro il Brescia, un avversario tutt’altro che casuale. Le rondinelle infatti sono il miglior attacco del campionato con la bellezza di ventotto reti segnate (tre in più dei giallorossi), viaggiano alla media di due goal a partita ed in attacco possono contare su Alfredo Donnarumma, capocannoniere del torneo con tredici marcature, una ogni settanta minuti all’incirca.

La retroguardia giallorossa è quindi chiamata all’impresa di mantenere la rete inviolata per la quarta volta consecutiva, permettendo di stabilire questo singolare record al suo tecnico, contro una vera e propria macchina da goal. Difficile ma non impossibile, per Lucioni e i compagni di reparto, che nelle ultime uscite hanno dimostrato un’ottima tenuta davanti agli attacchi degli avversari. Senza dimenticare, poi, il fondamentale contributo dato alla statistica dei clean sheet da Mauro Vigorito, letteralmente prodigioso in determinate occasioni negli ultimi incontri. Con lui fra i pali il Lecce può fare affidamento senza dubbio ad uno dei migliori estremi difensori dell’intera categoria.

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