Le storie di Quando il calcio era bello | Accadde il 9 Novembre 2008

Kakà, Seedorf, Gattuso, Ronaldinho, Pippo Inzaghi, Emerson, Pato, Abbiati, Zambrotta, Flamini…

Detta così sembrerebbe una delle tante formazioni All-Stars che giocano per beneficenza o quando un campione appende le scarpe al chiodo. Invece quelli lì erano soltanto alcuni dei giocatori che scesero in campo una domenica sera al Via del Mare.

Una classica domenica di novembre, fresca ma non troppo con il terreno in perfette condizioni e il pubblico delle grandi occasioni. Al Via del Mare c’è ospite il Milan, un Milan che fa paura solo a leggere la formazione. E poi quell’anno lì, con quella formazione lì, il Milan arrivò secondo in campionato.

Il Lecce invece era una piccola neopromossa che, se pur con un organico di tutto rispetto, aveva poco per contenere l’esuberanza dei diavoli rossoneri. E invece succede che il Lecce mantiene per quasi tutta la partita giocando anche bene e confezionando più di una nitida occasione da gol. Ma al minuto 80 Ronaldinho segna il gol del vantaggio. Troppo bello per essere vero.

Sarebbe stato un punto d’oro, contro quel Milan. E dire che il tempo e le occasioni per pareggiare c’erano anche state. Forse era destino, quella sera lì. Una sconfitta come tante altre, contro una delle migliori squadre italiane ed europee.

Ma un vecchio allenatore diceva sempre che le partite non durano 90 minuti ma 100. Perchè bisogna crederci sempre, anche nel recupero ed a volte anche negli spogliatoi.
Ed a crederci sono in due: Andrea Zanchetta e Andrea Esposito.

Minuto 93: punizione dalla trequarti sinistra scodellata in area da Zanchetta. Stacco di Esposito che resiste alla marcatura di Inzaghi trasformatosi in difensore per l’occasione.
Gol. Delirio. Goduria.

Perchè anche se giochi contro gli alieni, anche se ti chiami Andrea Esposito e di mestiere fai il difensore, vale sempre la pena crederci.

9 Novembre 2008