“L’arbitro ci penalizza”. Quando gli errori arbitrali hanno condizionato le gare dei giallorossi

Essere il Lecce non è facile, diciamocelo francamente. Tifare Lecce è, se possibile, ancora più difficile. Non si tratta di sterili piagnistei né di inutili vittimismi che lasciamo ad altri. Le settimane dal Lunedì nero sono maggiori di quelle felici, lo sappiamo e lo abbiamo accettato il giorno in cui abbiamo scelto questi colori. Non sempre, però, la rabbia deriva dalla sconfitta. Ci sono casi in cui l’amaro in bocca, più che per una giocata sbagliata, è dato da decisioni arbitrali discutibili che, incidendo sul match, possono determinarne il risultato.

Martedì mattina, nel Martedì più Lunedì di sempre, a mente fredda abbiamo nuovamente analizzato le scelte arbitrali del signor Di Paolo, sperando di vedere in maniera diverse alcune sue decisioni, pensando che magari la foga del post partita avesse preso in noi il sopravvento. Dispiace deludere i vari giornali sportivi italiani nazionali, i quali non si sono accorti degli evidenti abbagli dell’arbitro abruzzese, ma noi gli errori li abbiamo visti tutti e pagati sulla nostra pelle.

Nonostante la voglia di sciorinare uno ad uno gli episodi cardine del posticipo della undicesima giornata di Serie B, abbiamo deciso di passarci sopra, perdonando, o meglio, non dando troppo adito ad ulteriori ed oramai inutili polemiche.

Tuttavia, ci è sembrato lecito riguardare al passato, ripensando agli errori arbitrali che più di tutti hanno condizionato la nostra storia recente. Lungi da noi ipotizzare la malafede di questi direttori di gara, i quali compiono un compito particolarmente impegnativo e, come tutti del resto, sono soggetti ad errori. In ogni caso, è impossibile, quando si parla di arbitri, non ricordare alcuni episodi impressi nella nostra mente, momenti che rappresentano scelte sbagliate da parte di fischietti che poi hanno calcato anche palcoscenici importanti.

In Lega Pro abbiamo vissuto vari episodi sfavorevoli, in tema di scelte arbitrali. Abisso è, probabilmente, quello che più di tutti ci è rimasto impresso. Il fischietto di Palermo, nella sfida al “Matusa“ di Frosinone, indirizzò la partita, regalando un rigore ai padroni di casa e compiendo altri provvedimenti che definire errati sembra riduttivo.

Andando ancora più in dietro con la memoria, precisamente al primo anno di Lega Pro, non possiamo non citare il signor Aversano, arbitro della sfida tra Como e Lecce, terminata in parità e viziata da un’espulsione alquanto generosa del difensore giallorosso Esposito e da un rigore evidente non concesso ai danni di Foti.

Anche il direttore di gara della sfida contro il Catanzaro, nella stagione 2014/2015, non si dimostrò clemente nei confronti dell’allora squadra di Bollini. L’espulsione di Moscardelli dopo pochi minuti di gioco, unita a quelle di Mannini, Lepore e Di Chiara, quest’ultimo direttamente dalla panchina, non furono comprese appieno dall’intera tifoseria giallorossa.

Questo pezzo non è assolutamente scritto per screditare la categoria degli arbitri italiani, anche perché questa pare essere tra le migliori in Europa, l’unica cosa che ci interessa è la parità del metro di giudizio, sempre, in  ogni scelta. Solo cosi, le polemiche diminuirebbero drasticamente, lasciando spazio ai ventidue in campo, i veri protagonisti del gioco più bello del mondo.