La sosta per la Nazionale fa bene o fa male ai giallorossi? Abbiamo studiato gli ultimi risultati e la storia dice che…

La sosta per causa nazionali è un argomento discusso e causa di polemica tra gli addetti ai lavori. Ci sono due scuole di pensiero, capeggiate da sostenitori e detrattori del blocco del campionato. C’è chi, infatti, crede che non ci si debba fermare, garantendo al torneo una continuità che altrimenti interrompendo le partite si perderebbe. C’è chi è dell’avviso opposto, credendo che la regolarità del campionato dipenda anche dalla possibilità di poter schierare tutti gli effettivi in rosa e che perdere un giocatore convocato in nazionale possa rappresentare un danno per tutte le società.

La Lega di Serie B ha deciso di omologarsi alla Serie A, istituendo questa sosta, per la gioia soprattutto del Palermo, tra le squadre più falcidiate dalle convocazioni.

Noi non vogliamo schierarci per nessuna delle due fazioni. I piani alti del calcio italiano hanno deciso così e così bisogna fare, dire altro sarebbe superfluo. Oggi, però, vogliamo seguire un percorso che ci porta, per forza di cosa, agli anni della Serie A, lontani nel tempo ma vivi nei ricordi.

Abbiamo per voi analizzato le ultime tre stagioni del Lecce nella massima serie, studiando le statistiche ed i numeri e vedendo come i salentini reagiscono alla sosta del campionato, come riscendono in campo dopo il blocco.

Nella stagione 2008/2009, durante la quale il Lecce finì il campionato ultimo in classifica, ci furono tre pause per le nazionali. La solita, dopo appena una giornata, e due altre nel mezzo. Quel Lecce, nella giornata appena successiva alle tre soste, ottenne una vittoria, un pareggio ed una sconfitta. Riuscì, infatti, a battere il Chievo Verona per 2 reti a 0. Pareggiò con l’Udinese con un rocambolesco 2 a 2 ed, infine, perse contro il super Milan di Ronaldinho.

Due stagioni dopo, i giallorossi, allenati da De Canio, sfruttarono il blocco del campionato in due occasioni, mietendo vittime illustri, quali Fiorentina ed Udinese e perdendo solo contro la Juventus, in Piemonte. Va ricordata soprattutto la vittoria contro i friulani, compagine in lotta per un posto in Europa. La squadra bianconera aveva in rosa giocatori del calibro di Sanchez e Di Natale ed era in un momento di forma pazzesco. Il Lecce, in ogni caso, non soffrì particolarmente, vincendo in maniera agevole per 2 a 0.

L’anno successivo, l’ultimo in A per la formazione salentina, la pausa non portò granché bene agli uomini di Di Francesco, i quali pareggiarono, non con poca fatica, contro un gagliardo Genoa e persero all’Olimpico, contro una Roma troppo forte per quella squadra. L’errore di Julio Sergio misto all’inesperienza di alcuni elementi furono determinanti per quella sconfitta e per l’allontanamento, qualche giornata dopo, dell’attuale tecnico romanista, affermatosi poi a livello internazionale.

Non abbiamo certo dimenticato la stagione in corso, durante la quale la truppa di Liverani ha perso, subito dopo la sosta, la sfida con il Palermo di Stellone. In quell’occasione, la squadra non ha dimostrato di aver sofferto la pausa, giocando una gara di buon livello e non meritando la sconfitta.

Quest’analisi non vuole svelarvi il risultato di Lecce – Cremonese, se lo sapessimo non esiteremmo a dirvelo, forse. Abbiamo guardato al passato solo per scoprire se ci fosse un risultato predominante e abbiamo scoperto che, dopo la sosta, il Lecce vince, pareggia e perde esattamente come prima di questa.

Queste due settimane serviranno a tutti per ricaricare le batterie fino alla prossima sosta, quella forzata a causa del numero dispari di squadre. Il filotto che ci attende potrà dirci chi siamo e dove possiamo arrivare. Anche se, in realtà, chi siamo lo sappiamo già: una squadra con tanti pregi e qualche difetto da migliorare.

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