Palombi, giocate da bomber vero. La sua carriera comincia qui

“È l’anno del mio rilancio, sono carico e voglioso di dare tutto me stesso alla squadra. Quest’anno ne vedremo delle belle”. Lo diceva Simone Palombi, nel post-partita di quel Lecce-FeralpiSalò di Coppa Italia che aveva appena deciso con un goal dei suoi, con un inserimento bruciante sul primo palo ed un tocco ad anticipare il portiere.

Non sappiamo come andrà a finire la sua stagione, ma dalle prime cinque giornate di campionato la sensazione è quella di trovarsi davanti ad un crack che a ventidue anni sembra avere tutte le carte in regola per risultare un attaccante dominante e decisivo in un campionato difficile ed imprevedibile come la Serie B. Lui che i goal li ha sempre fatti, ma mai tanti quanti in questo inizio di campionato: statistiche alla mano, infatti, questo è il miglior avvio di stagione di sempre per il giovane Palombi che con quattro reti si può permettere, per il momento, di gustare la vetta della classifica marcatori guardando dall’alto gente come Pazzini e Donnarumma.

Guardando i numeri della sua giovane carriera, tuttavia, il suo rendimento in giallorosso stupisce ma fino ad un certo punto, perché, come abbiamo detto, stiamo parlando di un attaccante che i suoi goal li ha sempre fatti, ed anzi, ne ha fatti davvero tanti. Il primo anno in Primavera con la Lazio lo chiuse con dieci reti, ed anche allora il buongiorno si vide dal mattino, quando si presentò alla prima di campionato subentrando negli ultimi venti minuti che li bastarono però per mettere dentro una doppietta. L’anno dopo le reti totali nel torneo diventarono diciannove, anche qui con un rendimento stratosferico sin dalle battute iniziali del campionato con quattro reti nelle prime cinque partite, giocando sempre da titolare. Nella stagione 2015/16, sempre in Primavera, Simone la fa davvero grossa, facendo addirittura più reti (19) che presenze (18) con ben cinque doppiette e due triplette.

E questo solo per quanto riguarda la Primavera. Poi arriva il calcio professionistico, il calcio dei grandi, con la prima chiamata in Serie B che arriva dalla Ternana. All’inizio fatica a trovare spazio, finché non decide di bagnare l’esordio da titolare nel campionato cadetto, tanto per cambiare, con una bella rete di testa contro la Salernitana. Lo switch della sua stagione avviene però più in là nel tempo, precisamente ad aprile, quando sulla panchina rossoverde arriva Liverani che capisce di avere davanti un diamante grezzo con tanta qualità ed un innato fiuto del goal. Nel finale di stagione Palombi entra nell’undici titolare e da lì non vi esce più, segnando due doppiette decisive per regalare alle fere punti cruciali per la salvezza. L’anno seguente, nella prima metà di stagione viene aggregato da Simone Inzaghi nella rosa della Lazio. Palombi esordisce da titolare all’Olimpico nello 0-0 contro la SPAL alla prima di campionato e poi fa qualche apparizione in Europa League. A gennaio va via per giocare con più continuità e si accasa alla Salernitana, dove conferma quel, bellissimo, vizietto del goal all’esordio segnando il 20 gennaio all’Arechi contro il Venezia. Quella rete, però, sarà la prima e l’ultima di una stagione difficile e tutt’altro che da ricordare.

Il Lecce rappresenta l’occasione del suo rilancio ed al momento Palombi sembra averla colta al volo. Mai aveva segnato così tanto nelle prime cinque giornate di campionato, ma a fare impressione è il rapporto fra le reti ed i minuti giocati. L’attaccante giallorosso, infatti, ha saltato Benevento e Salernitana per infortunio, è entrato nell’ultimo scampolo di partita contro l’Ascoli, potendo fare ben poco per rimediare alla sconfitta della sua squadra, ed infine si è scatenato fra sabato e martedì, contro Venezia e Livorno, con due doppiette che hanno portato sei punti alla causa dei giallorossi. Quattro reti in 187 minuti giocati, in pratica un goal ogni 46 minuti. Mica male, no? Nel Salento, fra l’altro, Simone sta confermando la sua tendenza a mettere a segno marcature multiple: quando segna, in partita, non si ferma ad un solo goal, ma tende, solitamente, a farne più di uno. Era così in Primavera alla Lazio (dove addirittura ha collezionato alcune triplette e può fregiarsi di aver fatto anche un poker), è stato così a Terni ed è così, per ora, anche a Lecce.

Ma quello che colpisce di Palombi, al di là dei numeri che danno l’idea della sua instancabile vena realizzativa, è il suo modo di stare in campo, la sua voglia di dare sempre una mano alla squadra, la sua forza quando abbassa la testa e fa mulinare le gambe per attaccare la profondità ed arrivare prima dell’avversario, la sua garra nel resistere ai contrasti ed il tempismo  nell’anticipare i difensori in area. Un attaccante giovane e completo, come pochi altri se ne vedono in giro, molto simile, sotto alcuni punti di vista, a quel Ciro Immobile all’ombra del quale Palombi è cresciuto alla Lazio ed a cui a più riprese ha detto di ispirarsi. E’ vero, siamo solo all’inizio di stagione, ma il futuro di questo ragazzo con la maglia giallorossa sembra essere davvero promettente.

Quest’anno ne vedremo delle belle“, disse ad agosto. A quanto pare abbiamo già iniziato a vederle, e non abbiamo nessuna intenzione di smettere. Né noi, né Palombi.

 

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