Jack e Pippo, avversari ma praticamente amici

Beretta e tifosi Lecce a Frosinone
Nella foto Beretta festeggia il suo gol con i tifosi del Lecce nella Finale play-off di Frosinone

Quella di Ascoli non sarà una partita semplice, Liverani ed i suoi uomini lo sanno e sono pronti a dare tutto per onorare al meglio la maglia giallorossa. Sulla strada verso i tre punti, Lepore e compagni troveranno diversi ostacoli, due tra questi li conosciamo bene  per averli potuti ammirare da vicino al “ Via Del Mare”. Oggi, infatti, abbiamo deciso di dedicare un pezzo a due ex giallorossi, due grandi giocatori, dentro e fuori dal campo, che si sono distinti per impegno e attaccamento alla maglia. Giacomo Beretta e Filippo Perucchini sono i protagonisti della nostra storia, una storia fatta di ricordi ed emozioni, le stesse che loro ci hanno saputo regalare in campo.

Se provate a fare il nome di Beretta ad un vero tifoso giallorosso, questo subito ripenserà ad un momento: il palo del “Matusa” di Frosinone. Se volessimo rappresentare i sei infiniti anni di Lega Pro, infatti, potremmo far riferimento solo a quell’episodio, forse il più doloroso, sicuramente il più beffardo.

E dire che quel giorno il centravanti di Varese aveva anche segnato il goal del vantaggio salentino, illudendo tutti di un finale diverso. Nonostante l’amaro epilogo di quella stagione, a tutti i supporters leccesi è rimasto un ottimo ricordo di Beretta, le sue qualità erano visibili già quattro stagioni fa, le sue giocate luci in periodi piuttosto bui. Ora, probabilmente, è arrivato ad un punto di svolta della sua carriera, a 25 anni è il momento di diventare grandi, per dimostrare agli addetti ai lavori di meritare una maglia in cadetteria.

Le parate di Pippo Perucchini, invece, rappresentano ancora un’immagine fresca nella testa di tutti. La prodezza di Matera, insieme a quella di Cosenza, sono ancora vive nella nostra mente. Nessuno potrà scalfire mai il rapporto che si era instaurato tra il portierone bergamasco e la nostra gente, un legame fatto di affetto e stima reciproca, perché a Lecce se onori la maglia sei benvoluto da tutti. Non è stato facile parare per tanti anni in Lega Pro, una categoria con poca visibilità e tante contraddizioni. L’ex estremo difensore giallorosso ha deciso, ogni anno, di rimanere poiché Lecce per lui era ormai una seconda casa ed il raggiungimento della Serie B una questione di principio. Ascoli, adesso, può essere una nuova sfida, confermarsi in B significherebbe rispondere con i fatti ai suoi detrattori.

Per entrambi sarà particolare giocare contro quella maglia, provare a batterla e far soffrire quei tifosi che poco tempo prima erano i loro. Il calcio è anche questo e siamo certi che i cuori salentini presenti al “Del Duca” li renderanno il giusto tributo. Amare la maglia significa onorarla in campo e rispettarla da avversari, questo Giacomo Beretta e Filippo Perucchini lo sanno bene.