Tanti giocatori, tanta passione e molti denari spesi: il Lecce ritrova il suo Tesoro

Antonio Tesoro

Domani pomeriggio il Lecce ritroverà da avversario Antonio Tesoro, attuale direttore sportivo dell’Ascoli e d.s. dei giallorossi nei primi tre anni di Serie C dopo la doppia retrocessione dalla A.

Tesoro da dirigente del Lecce in tre stagioni ha raggiunto due finali playoff, entrambe culminate con una cocente sconfitta rispettivamente contro Carpi e Frosinone, ed un sesto posto al termine di un’annata turbolenta prima del passaggio societario dalla famiglia Tesoro alla cordata leccese guidata da Sticchi Damiani. Sono stati tanti i giocatori che ha portato a vestire la maglia del Lecce nei tre anni in cui è rimasto in carica, con diverse meteore ma anche con alcuni colpi che negli anni a venire hanno dimostrato le loro qualità calcando i palcoscenici della Serie B o della Serie A.

Nel primo anno di Lega Pro, al già fortissimo impianto della squadra reduce dalla Serie A dell’anno precedente, aggiunse elementi di qualità come Diniz, Martinez, Bogliacino, Pià, ma soprattutto il centrocampista Ledian Memushaj, che di lì a pochi anni avrebbe scalato le categorie arrivando sui campi della Serie A con le maglie di Pescara e Benevento.

Anche l’anno seguente il d.s. Tesoro allestì una squadra di altissimo livello, che in campionato pagò l’handicap della partenza shock con Moriero in panchina e che vide la sua rincorsa alla Serie B fermarsi al ritorno della finale playoff al Matusa di Frosinone. In quella stagione arrivarono in terra salentina tanti ottimi giocatori, alcuni dei quali giocano attualmente in categorie superiori. In primis, giunse dal Milan un promettente giovane portiere di nome Filippo Perucchini, quel Perucchini che sarebbe poi entrato nella storia del Lecce come il portiere titolare della squadra che ha vinto il campionato di Serie C appena pochi mesi fa. Venne rifatto il look alla fascia sinistra con la catena composta dal terzino Lopez e dall’ala Doumbia, una coppia capace di fare sfracelli in giornata di grazia, e venne rimpolpato il centrocampo con gli innesti di Salvi e Papini, che avrebbero costituito poi la spina dorsale della squadra anche nelle stagioni a seguire dopo il cambio di dirigenza. I colpi migliori però Tesoro li piazzò probabilmente in attacco, con Fabrizio Miccoli, reduce dalla Serie A con il Palermo, e con la coppia composta da Beretta e Zigoni: il primo ritroverà i giallorossi da avversario sabato con la maglia dell’Ascoli, il secondo è il centravanti del Venezia e ha nel curriculum un campionato di Serie B vinto con la SPAL.

Franco Lerda Antonio Tesoro Anche nel terzo anno, nonostante i risultati sportivi siano stati piuttosto deludenti, non sono mancati gli ottimi innesti nella squadra giallorossa. A partire dal bomber Moscardelli, passando per Mannini (che di lì a due anni avrebbe guidato da capitano il Pisa alla conquista della Serie B), fino ad arrivare a Gianluca Di Chiara, ad oggi uno dei terzini più forti dell’intera Serie B. In quell’annata però Tesoro ingaggiò, su tutti, Franco Lepore: fu allora che iniziò la seconda vita con la maglia del Lecce di capitan Checco, l’unico giocatore attualmente in rosa reduce dalla vecchia gestione societaria.

La prima esperienza di Antonio Tesoro post-Lecce è stata, nel ruolo di d.s, nel Vicenza Calcio: prima stagione salvezza e permanenza in Serie B, seconda stagione la retrocessione dalla B alla C ma con una società in difficoltà in particolar modo dal punto di vista economico: aspetto che inevitabilmente ne ha inficiato la stagione sportiva.

Dopo un anno di pausa, Tesoro è tornato a vestire il ruolo di d.s. ripartendo dall’Ascoli in Serie B. In estate i bianconeri sono stati fra le compagini che più di tutte si sono mosse sul mercato, con Tesoro che è riuscito ad allestire una squadra sulla carta competitiva con tantissimi volti nuovi, a partire dal portiere Perucchini per arrivare alla coppia d’attacco composta da Beretta e Ardemagni. Sicuramente quella di sabato sarà una partita speciale per lui, per la prima volta da avversario contro quel Lecce con cui per tre anni ha provato, seppur invano, la rincorsa alla B, portando nel Salento giocatori di qualità che anche nel seguito della loro carriera sono riusciti a raggiungere importanti traguardi personali.