Il pagellone finale | Tutti i calciatori del Lecce, voto per voto

I voti ed i giudizi che vi proponiamo non sono la media matematica dei voti di tutte le gare disputate dal Lecce in questo campionato ma un giudizio a parte, scevro dalla pressione del post-gara che tiene conto di un campionato vinto. Buona lettura.

Perucchini voto 7,5: è un portiere che vale sicuramente la serie cadetta; reattivo e fortissimo tra i pali ha nelle sue mani una manciata importante di punti che hanno permesso al Lecce di vincere più di qualche partita. In questa stagione ha alternato molti periodi nei quali non passava neanche una mosca, a pochi altri in cui è apparso un po’ disattento. Non dev’essere facile per un portiere mantenere la concentrazione quando si è impegnati rarissime volte nell’arco di una partita, forse è un aspetto da migliorare;

Chironi s.v.: a nostro parere il ragazzo ha ottime potenzialità ed è bene che il Lecce non lo lasci andare ma continui a farlo crescere. Portiere moderno, forse pecca un po’ nell’altezza ma ha la capacità di giocare il pallone con i piedi e di uscire tempestivamente dai pali;

Valeri e Gambardella s.v.: sono arrivati a Lecce, acquistati in proprietà, per crescere. Rarissime le apparizioni in questo campionato ma hanno avuto la possibilità di allenarsi per tutta la stagione con calciatori veri, formati, dai quali sicuramente avranno appreso tanto;

Lepore voto 7,5: si è adattato coscienziosamente a fare l’esterno destro di difesa. Conosciamo bene la sua indole da cursore di fascia, sicuramente più offensivo che difensivo; ma lo spirito di abnegazione, unitamente all’indossare la maglia giallorossa, gli hanno dato la forza di essere uno dei migliori per lunghi tratti del campionato. I chilometri fatti sulla fascia destra non si contano più, sempre a supporto dei compagni, spesso smarcato per ricevere un tocco di alleggerimento, il più delle volte incisivo nel mettere palloni in mezzo. Certamente, vista la mole di lavoro massacrante che ha dovuto svolgere, a volte è mancata la lucidità nel rifinire l’azione oppure quella di essere determinante in fase difensiva, ma ci può stare per un giocatore fuori ruolo;

Ciancio voto 7: veloce, cattivo, determinato. Ha giocato sia esterno di difesa a destra che a sinistra, dalla sue parti era improbabile che riuscisse a passare qualche avversario. Deve migliorare nella fase di appoggio della manovra, tendenzialmente è portato, grazie alla sua velocità, a buttarsi negli spazi; ma se giochi in una squadra come il Lecce spazi ne hai pochissimi e quella è una dote che raramente puoi mettere in mostra;

Cosenza voto 8,5: probabilmente la migliore stagione da quando veste la maglia giallorossa; Leonida è risultato spesso impeccabile nel far girare lontano dall’area di rigore del Lecce la stragrande maggioranza degli attaccanti, con le buone o con le cattive. Carattere esuberante e autentico leader ha guidato la squadra nell’arco del torneo, esaltandosi nelle difficoltà. Ha un’elevazione stratosferica ed un ottimo senso della posizione, qualità che gli hanno permesso di primeggiare praticamente sempre. Certo se avesse piedi più vellutati, utili nei momenti di impostazione della manovra, probabilmente giocherebbe in serie A;

Marino voto 6,5: ad inizio campionato c’erano molte incognite non sulla bravura del centrale siciliano ma sulla tenuta, dopo essersi ripreso da un gravissimo infortunio. E’ stata una scommessa vinta dal ds Meluso che conoscendolo lo ha voluto fortemente e gli ha dato una importante possibilità per riprendere la carriera. Dopo un girone di andata vissuto col freno a mano tirato, soprattutto mentalmente, nella seconda fase una volta infortunatosi il giovane Riccardi, ha dovuto mettere da parte le “paure” ed abbiamo potuto ammirare il centrale ex Frosinone. Senso dell’anticipo, pulizia negli interventi e colpo di testa sono le sue armi migliori. Una degna spalla per Cosenza;

Drudi voto 6,5: viene ceduto a gennaio, paga il fatto che Liverani volesse un centrale di piede sinistro accanto a Cosenza ma anche la crescita esponenziale del Giovane Riccardi. In ogni caso questa promozione è anche sua, perche nella prima fase del campionato è stato lui a districarsi nel ruolo di centrale;

Riccardi voto 7: il grave infortunio ha tolto a lui la possibilità di lottare fino alla fine con i suoi compagni ed al Lecce quella di contare su un elemento valido che a Liverani piaceva tanto. La sua crescita ha consentito al Lecce di privarsi a cuor leggero di Drudi, salvo poi pentirsene quando in difesa si è rimasti con gli uomini contati. Grande senso della posizione, cattiveria agonistica e fiuto del gol hanno fatto diventare ben presto Riccardi il beniamino della tifoseria giallorossa. La capacità di stoppare la palla e guardare subito avanti alla ricerca della verticalizzazione, invece che lateralmente, ha fatto innamorare di lui anche Liverani. Deve ancora crescere dal punto di vista della concentrazione, ma è giovanissimo e può riuscire ad imporsi ad alti livelli;

Di Matteo voto 7,5: finchè ha retto fisicamente è stato devastante sulla fascia sinistra, un vero e proprio pendolino spesso immarcabile. Traversoni precisi, tunnel agli avversari e continuità di corsa a velocità notevole hanno fatto di lui un elemento imprescindibile per la manovra giallorossa; a questo si aggiunga la capacità di rientrare a dare aiuto alla fase difensiva sin nell’area di rigore. Poi qualcosa nel suo fisico ha ceduto, lui ha provato a stringere i denti ma alla fine è stato costretto a farsi da parte;

Legittimo voto 6,5: è arrivato a gennaio dal Trapani nello scambio con Drudi ed ha messo immediatamente la sua enorme voglia di farsi notare al servizio della squadra. Serviva un’alternativa a Di Matteo in quel ruolo ed anche un uomo che potesse essere il terzo di una difesa a tre in determinati momenti delle partite. Ha svolto in maniera più che sufficiente ciò che gli veniva richiesto;

Armellino voto 8: la sua figura nel mercato estivo è stata certamente una di quelle più azzeccate dal Lecce. Alla squadra serviva un elemento di stazza, esperienza e personalità nella zona mediana ed Armellino non ha mai fatto mancare il suo contributo in entrambe le fasi. Carattere focoso, mitiche le sue litigate con Liverani durante le partite, ha permesso alla squadra di esprimersi con più tranquillità nella fase offensiva, perché c’era sempre lui in aiuto in quella difensiva. La catena di destra, insieme a Lepore, per larghi tratti del campionato, ha funzionato egregiamente;

Tsonev voto 6,5: alti e bassi per il giovane e talentuoso centrocampista; spesso ha alternato momenti di grandi giocate ad altri in cui non sembrava lui. Il tempo ci dirà se è un limite caratteriale, oppure il processo di crescita mentale non è ancora terminato. Se fosse vera la seconda ipotesi il Lecce avrebbe in casa un gioiellino dal futuro radioso;

Selasi s.v.: il ragazzo è giunto dal Pescara in serie B, ma ancora infortunato. Non aveva giocato neanche una partita nel corso del campionato, perché alle prese con la riabilitazione e questo l’ha condizionato tantissimo nell’inserirsi in una squadra che aveva come obiettivo la vittoria del campionato. E’ giovanissimo ma ha due campionati pieni in serie B alle spalle, prima dell’ultimo, crediamo valga la pena di aspettarlo;

Arrigoni voto 8,5: un mostro; chi l’avrebbe mai detto che sarebbe stato il protagonista di un campionato del genere, dopo essere stato sempre in bilico nel mercato estivo? Senso della posizione, capacità di leggere in anticipo la manovra offensiva degli avversari, spirito di abnegazione, voglia di imporsi ed intelligenza hanno fatto di lui il perno della squadra giallorossa. Pian piano ha iniziato a battere tutti i calci da fermo, se migliorasse nella fase di costruzione sarebbe un elemento che ben figurerebbe in formazioni di serie B di fascia alta;

Mancosu voto 8,5: a parte un brevissimo periodo di appannamento fisiologico, anche lui ha disputato la migliore stagione in giallorosso. Gli abbiamo spesso rimproverato il non farsi parte diligente nella fase difensiva, invece in questa stagione è risultato essere uno dei migliori in entrambe le fasi. In quella offensiva per larghi tratti del campionato il Lecce è dipeso dalle sue giocate e lui non ha deluso quasi mai le aspettative. Ha gamba, velocità, tiro da fuori e tempi d’inserimento. Il Mancosu visto quest’anno è un calciatore di ben altra categoria;

Costa Ferrera voto 6,5: il dispiacere più grande è forse quello di non averlo mai potuto ammirare al top della forma. Acciacchi vari, sin dall’inizio del campionato, ne hanno minato la condizione e di conseguenza lo spirito. Una volta guarito definitivamente si è messo a disposizione di Liverani nel ruolo di trequartista ed in alcune partite ha anche fatto cose pregevoli. La sua caratteristica è quella di giocare ad un tocco, massimo a due e di dialogare con i compagni a mille all’ora. Certamente questo modo di giocare se non si è al top rischia di mandarti incontro a pessime figure ma lui, testardo, col passare del tempo ha dato dimostrazione di esserci. Nel girone di ritorno, anche se spesso sostituito, ha fatto la sua parte;

Tabanelli 6,5: giunto a Lecce dal Padova, ha vissuto gli ultimi campionati spesso vittima di infortuni. E’ arrivato nel Salento fuori condizione, da pochissimo aveva smaltito l’ennesimo guaio muscolare ed ha cercato, nei limiti del possibile, di dare una mano alla squadra. Si sono intraviste buone capacità tecniche e grinta. Ci piacerebbe, lui come Selasi, di poterlo vedere con una preparazione alle spalle e libero da infortuni che, alla fine, condizionano non solo a livello fisico ma anche mentale. Qui parliamo di un calciatore che ha calcato i campi della massima serie ed era considerato una promessa del calcio italiano. Prima di massacrarlo ci andremmo cauti;

Megelaitis s.v.: ha pagato l’enorme concorrenza a centrocampo, veri e propri mostri sacri difficile da scalzare gli erano davanti nelle gerarchie. E’ giovanissimo ed avrà la possibilità di trovare il suo spazio;

Caturano voto 6: spesso vittima di infortuni ed acciacchi con i quali ha convissuto, anche giocandoci sopra, ha disputato un campionato al di sotto delle sue reali capacità. Ha messo a segno 8 gol ma in pochissime partite, poi ha ricominciato ad avere problemi fisici ed è definitivamente crollato. Nel finale di stagione pareva essersi ripreso e forse avrebbe meritato di segnare qualche altro gol ma così non è stato. Da profani crediamo che le sue caratteristiche lo penalizzino nel gioco espresso dal Lecce di Liverani. Lui è un attaccante da area di rigore, che va negli spazi, rapidissimo negli ultimi sedici metri ed ha bisogno di palloni che arrivino rasoterra e dal fondo; lì è immarcabile. Non chiedetegli di venire incontro, di stoppare e di far salire la squadra perché non è roba sua, si butterà a terra e pretenderà che gli venga fischiata una punizione a favore. Con un attaccante del genere in rosa si deve studiare un sistema di gioco che ne esalti le qualità non che le oscuri, diversamente si rischia di affossare definitivamente un patrimonio del Lecce che ricordiamo, per assicurarsi le sue prestazioni, ha speso bei soldini. Speriamo che nel prossimo torneo Liverani riesca a trovare la chiave giusta per far rendere l’attaccante di Scampia, il quale, in caso contrario, potrebbe rivelarsi un peso;

Di Piazza voto 7,5: una mina vagante e spesso un killer per le difese avversarie. Quando scatta ha il potere di garantire una scarica di pura adrenalina agli spettatori. Ha l’istinto del bomber, nelle movenze e nella facilità con cui va al tiro. E’ un ragazzo genuino ma si dice abbia un carattere difficile da gestire. Ad inizio campionato sembrava un demonio, soprattutto con Rizzo segnava a ripetizione, prima di farsi espellere nella partita col Trapani, era praticamente immarcabile. Il Lecce giocava ad un tocco a centrocampo, massimo a due e gli spazi per Di Piazza si creavano continuamente, lui scattava sempre e segnava spesso. Quell’espulsione ne ha decretato un momento di enorme sbandamento mentale; quando è tornato a disposizione Rizzo si era ormai dimesso e lui ha dovuto faticare per essere capito da Liverani che non lo conosceva. Tra i due non sono mancate le scintille (scintille è un eufemismo) finchè non si è ritrovato in panchina, amareggiato e col morale sotto i tacchetti. Poi ha ricominciato a vedere il campo ma ormai l’istinto del killer, l’entusiasmo che lo aveva accompagnato non c’era più. Di Piazza ha bisogno di sentirsi importante e se ha gli spazi dev’essere servito. Basta lanciare la palla in profondità, 70 volte su 100 arriva prima di tutti;

Saraniti voto 8: nessuno degli acquisti di gennaio ha inciso prepotentemente più di lui nel campionato del Lecce. Ragazzo umile, con una grande voglia di sfondare si è integrato immediatamente ed è andato a segno anche prima di ambientarsi. E’ dotato di caratteristiche che mancavano nel Lecce; forza, capacità di far salire la squadra, colpo di testa e carattere. La squadra con lui in campo, in determinati momenti della partita ha potuto rifiatare, in altri forse ha un po’ ecceduto nella ricerca della sua testa attraverso palloni alti ed ha smesso di produrre gioco; questo però non è una sua responsabilità;

Torromino voto 7: ha patito psicologicamente nel momento in cui Liverani, passando dal 4-3-3 al 4-3-1-2 lo ha messo un po’ in disparte ma poi ha reagito alla grande. Grande forza di volontà e voglia di rimettersi a disposizione del gruppo lo hanno fatto riprendere, anche agli occhi dell’allenatore ed infatti per una buona fetta del torneo è stato schierato come seconda punta, fino all’infortunio. Nobile e da applausi il gesto di rescindere il contratto per permettere al Lecce di reintegrare in rosa Mario Pacilli;

Persano s.v.: rientro alla base, a sorpresa, dopo il fallimento del Modena; non è mai stato preso in reale considerazione dall’allenatore, nonostante secondo noi se responsabilizzato avrebbe potuto offrire un buon rendimento. Nelle rare occasioni in cui è stato chiamato in causa, spesso schierato fuori ruolo, ha dimostrato di dare tutto ed ha sfiorato anche il gol che solo per un po’ di sfortuna non è arrivato;

Pacilli 6,5: è quello che più di tutti ha pagato il cambio di sistema di gioco, finendo fuori lista, fatto salvo il reintegro sul finire del campionato; lui per caratteristiche è un esterno destro a piede invertito nel 4-3-3, con Liverani non aveva collocazione; anche se, ad onor del vero, il mister gli ha dato la possibilità di provare come trequartista e Mario ce l’ha messa tutta, ha anche fornito assist vincenti ma alla fine ha pagato dazio. Il ruolo di ¾ voluto da Liverani è massacrante e Pacilli aveva si le qualità tecniche per ricoprirlo, non sicuramente quelle fisiche;

Dubickas voto 6,5: ragazzone di buona prospettiva ha fatto innamorare Liverani che non ha voluto cederlo per farlo crescere ma ha preferito tenerlo in rosa, sotto il suo occhio attento. Ha segnato e si è distinto per capacità di fare entrambe le fasi, lui è un attaccante moderno che ha ampi margini di crescita;

Rizzo voto 7 : diamo il voto a Robertino Rizzo, se non altro perché questa squadra, unitamente a Meluso, l’ha costruita e voluta anche lui. Le sue dimissioni sono state un fulmine a ciel sereno, soprattutto per la società, dopo la vittoria in inferiorità numerica ottenuta col Trapani e la seguente sconfitta di Catania; era appena settembre e perdere a casa di una diretta concorrente, con tanti infortunati e Di Piazza squalificato, ci poteva anche stare. Quel risultato è stato un po’ bugiardo, quanto meno nelle proporzioni, se ricordiamo i miracoli di Pisseri ed il raddoppio di Marchese giunto a causa di un cross sbagliato. Ci sono tante voci sulle sue dimissioni ancora oggi. I motivi li conosce solo lui, noi possiamo soltanto azzardare che, probabilmente, da tifoso del Lecce subiva enormemente la pressione di una piazza che doveva vincere per forza e questo gli ha tolto lucidità. In un momento di sconforto, dopo la sconfitta ed all’insaputa di tutti ha deciso di lasciare. Questo gli ha fatto onore perché Rizzo ha rinunciato a tutto, non solo al contratto ma anche ai premi promozione. Un signore;

Liverani voto 9: tecnico dall’enorme conoscenza calcistica, venutagli dalla sua esperienza come calciatore di alto livello, si è tuffato immediatamente nel “mondo Lecce”. Entusiasmo, capacità di dialogo e conoscenza della “materia calcio” gli hanno permesso di pagare praticamente zero lo scotto del subentro in corsa. Ha provato e riprovato, cambiato più volte la formazione titolare ma non ha trovato mai la pace, pareva che il Lecce il suo modo di concepire il calcio non riuscisse a proporlo; sembrava incontentabile. Non si rendeva conto, forse, che la squadra sotto la sua guida era diventata uno schiacciasassi e le tante vittorie, condite da pochi pareggi, si susseguivano inesorabilmente. Lui era sempre sul pezzo, sempre in piedi a gesticolare a richiamare l’attenzione dei calciatori, a sudare insieme a loro. Ad un certo punto avrà pensato che qualunque cosa pensasse, qualunque scelta facesse, il risultato non sarebbe mai cambiato. Vittoria. Purtroppo non era così, perché poi c’è stato il calo, un brutto calo sia fisico che mentale della squadra e neanche lui è stato risparmiato da alcune critiche, sicuramente costruttive; forse ha pagato l’inesperienza come allenatore. Qui la società ha capito che si rischiava di buttare a mare tutto quanto di buono il Lecce aveva fatto, con enorme sacrificio. Il ritiro a Roma è servito per confrontarsi e riportare il tutto nell’alveo della semplicità, questo unitamente ai risultati pro Lecce che giungevano dalle dirette concorrenti hanno rimesso le cose al loro posto e Liverani, con merito, ha riportato il Lecce in serie B.
Grazie mister.