BLOG | Le 5 verità che ci ha lasciato Lecce-Fondi

di Angelo Terragno

1. La squadra è (di nuovo) con Liverani

Dopo una serie di sceneggiate, dettate da nervosismo, si è rivisto un gruppo pronto a sacrificarsi in campo e a seguire le indicazioni del suo tecnico. Al gol del 2 a 0, il primo ad abbracciarlo è Cosenza , segue poi il bacio di Di Piazza.

2. Condizione psicofisica è in crescita

Va bene, l’avversario non era il top ma i nostri hanno corso per 95 minuti e non si sono risparmiati. La rete del vantaggio è stata una scarica di endorfine ed i nostri hanno iniziato un’altra gara, liberandosi dalle paure recentemente portate sul terreno di gioco.

3. Il fattore Lepore

Non è uno di quei calciatori dotati di straordinario talento, ma la sua abnegazione e attaccamento alla maglia sono sotto gli occhi di tutti. Nella stessa porta e con una palombella stratosferica segna un gol che ricorda la prodezza di Di Vicino che regalò al Lecce di Delio Rossi un pezzo di serie A: corsi e ricorsi?

4. Quando Di Piazza “gioca” e non si cruccia è decisivo

Gli attaccanti vengono giudicati per i gol, ma bisogna guardare ad altri fattori, come capacità di aprire il gioco è partecipare alla manovra. Col Fondi abbiamo visto la migliore prestazione di Di Piazza, poco prima donna e molto al servizio dei compagni. La rete finale è il coronamento della sua prova maiuscola.

5. È bello perché perché vince

Non è bello ciò che è bello, ma ciò che piace.
Solido, cinico e finalmente efficace: questo è il lecce. Gli esteti forse stoeceranno il naso per la manovra poco fluida o per l’eccesso di cross da metà campo, ma noi siamo questi. Sornione, talvolta lento al limite dello svogliato, ma quando bisogna affondare il colpo, i ragazzi sono pronti.