Pista di Nardò: Fim-Cisl e Fiom-Cgil proclamano lo “stato di agitazione”

Lecce, 29 marzo 2018 – “Stato di agitazione” alla Nardò Techinical Center. Dopo le assemblee di oggi con i lavoratori, la Rappresentanza sindacale unitaria e i segretari generali di Fim-Cisl, Maurizio Longo, e Fiom-Cgil, Annarita Morea, hanno chiesto un incontro urgente all’azienda, sperando che la richiesta non cada nel vuoto. Le Segreterie provinciali dei due sindacati intendono rappresentare alla dirigenza di NTC le incertezze, i dubbi sui cambiamenti che continuamente vengono loro raccontati e il sentimento di grande preoccupazione e smarrimento che sempre più si sta diffondendo tra le maestranze. «Riteniamo che, in questa fase fitta di cambiamenti che inevitabilmente interesseranno l’organizzazione del lavoro e delle persone, il management d’impresa dovrebbe essere maggiormente impegnato in un confronto con le organizzazioni sindacali», dicono Longo e Morea. «Altrimenti l’impressione che abbiamo e che l’Azienda sia esclusivamente interessata a ridurre i costi ed aumentare l’utilizzo di strumenti destinati al controllo sempre più stringente dei lavoratori, con il risultato di compromettere irrimediabilmente le relazioni industriali».

Ormai da molti mesi lavoratori e sindacati lamentano l’assenza di un organigramma aziendale e la mancanza di comunicazione all’interno delle varie funzioni. Una situazione, questa, che in alcuni casi ha portato a contestazioni e provvedimenti disciplinari pretestuosi e fuori luogo. La Direzione Aziendale si è manifestata in un’unica occasione verso la fine dello scorso anno e tutti i buoni propositi rappresentati in quell’incontro non trovano ancora applicazione nelle pratiche aziendali e sindacali. C’è da registrare infatti lo stallo di qualsiasi trattativa sindacale ed in particolare la mancata definizione del contratto di secondo livello e del premio di risultato: su alcuni temi, come la gestione delle ferie e dei permessi o il cambio di orario di lavoro, l’Azienda ha deciso di procedere in maniera unilaterale, senza tenere in conto il contratto collettivo nazionale e gli accordi sindacali sottoscritti in sede.

Inoltre in diverse funzioni si rilevano comportamenti non in linea con il codice di «Compliance Porsche», un trattamento non in linea con il Codice etico che pare sia riservato solo ai dipendenti del sito di Nardò. Più precisamente si denuncia la mancanza di rispetto che viene riservata ai dipendenti tutti: da quelli subordinati più anziani ai nuovi assunti con le regole previste dal Jobs Act, fino agli interinali.

NTC è un’azienda di proprietà Porsche che occupa circa 150 dipendenti diretti, 135 lavoratori interinali italiani e circa 300 trasfertisti tedeschi.