Non è peculato: Adriana Poli Bortone assolta

Gli otto imputati accusati di peculato e tentato peculato nel processo sull’acquisto in leasing dei palazzi di via Brenta sono stati assolti “perché il fatto non sussiste”; tra loro anche l’ex sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone.

Per l’ex Ministro del governo Berlusconi, la PM Maria Vallefuoco aveva chiesto una condanna di sei anni. L’allora GIP Alcide Maritati aveva definito questa inchiesta come “la più grande truffa ai cittadini leccesi” che ruota attorno ad un controverso procedimento che nel 2005 portò il Comune di Lecce, in assenza di una specifica delibera, a trasformare – con la società milanese Selmabipiemme – il contratto di affitto dei due immobili di via Brenta in un’operazione di leasing: 2,5 milioni di euro all’anno per 20 anni più un riscatto di 14 milioni di euro. Un prezzo che secondo l’accusa non corrisponderebbe al reale valore degli immobili.

Si tratta del secondo processo sulla questione. Nel primo la Poli Bortone non era stata indagata e si è concluso con la sola condanna a tre anni per falso a Naccarelli. Il giudice Stefano Sernia aveva poi inviato nuovamente gli atti in Procura perché venisse valutata la posizione di Adriana Poli Bortone e venisse così istituito un nuovo procedimento non più per truffa ma per peculato.