Candido a PL: “Vi racconto il mio Lecce-Taranto. Padalino? L’errore più grande che ha fatto è stato…”

di Davide De Santis – In vista del derby tra Lecce e Taranto Pianetalecce.it ha raccolto l’opinione sulla situazione attuale della squadra allenata da Padalino dall’ex calciatore e Team Manager (sotto la gestione Semeraro) giallorosso, Ezio Candido. L’ex portiere era in campo il 13 aprile del 1969 quando il Taranto vinse a tavolino contro il Lecce allenato da Dugini.

L’AZIONE INCRIMINATA – “Ricordo perfettamente l’azione che portò al gol del Taranto. C’erano due nostri giocatori a terra sulla nostra trequarti d’attacco. L’allora poco famoso arbitro Paolo Casarin (divenuto poi arbitro internazionale, ndr) non si dimostrò molto bravo in quanto non fermò l’azione. Il Taranto ripartì così in contropiede e sul conseguente cross vi era il giocatore ospite Napoleoni in chiara posizione di fuorigioco. Il guardalinee, però, non segnalò nulla all’arbitro che fece continuare il gioco. Mi ricordo che noi eravamo tutti fermi e alzai anche il braccio per segnalare il fuorigioco. Continuata l’azione, Napoleoni segnò di testa”.

“L’INVASIONE” – “Successe che dalla Curva Sud riuscirono a scavalcare le barriere ed a entrare in campo due tifosi che si diressero verso l’arbitro. I giocatori del Taranto, con molta furbizia, fecero capire all’arbitro che vi era in atto un tentativo di invasione e lo accompagnarono nel loro spogliatoio”.

LA SCONFITTA – “I nostri avversari iniziarono anche a sbattere i tacchetti delle scarpe per terra facendo molto rumore. L’arbitro preso dalla paura si chiuse negli spogliatoi dei giocatori del Taranto e non uscì più di lì. Perdemmo così la partita “a tavolino” e andammo poi a giocare le successive partite in campo neutro. Non successe veramente niente quel giorno, fu più la paura inculcata dai giocatori del Taranto all’arbitro che tutto il resto. Si sarebbe tranquillamente potuto riprendere a giocare”.

DERBY SENTITO – “All’epoca era più sentito il derby contro il Taranto che quello contro il Bari. In quel periodo la squadra barese giocava in Serie B. Anzi mi ricordo, stranamente, solo una partita amichevole di quel periodo contro il Bari”.

Dopo aver vissuto alcuni momenti di storia del Lecce passiamo ora ad affrontare i temi di stretta attualità

CONTESTAZIONE  A PADALINO – “Non sono uno che pensa che le problematiche possano essere solo di una persona. Cerco di guardare sempre al problema a 360°. Sicuramente che Padalino fosse un allenatore che ha solo un modo di giocare lo si sapeva già da tempo. L’errore più grande che ha fatto, secondo me, è stato quello di avere quell’atteggiamento amichevole nei confronti di avversari (nella partita contro il Foggia, ndr) che ti avevano clamorosamente battuto in una partita importante. Non era necessario andare ad abbracciare nessuno, tra l’altro anche in mezzo al campo. Ci sono luoghi deputati a fare ciò, soprattutto nel chiuso degli spogliatoi”.

PROBLEMA PIU’ AMPIO – “E’ quindi approssimativo pensare che sia solamente un problema dell’allenatore anche perché ne abbiamo cambiati tanti negli ultimi 4-5 anni. Probabilmente quando è stata costruita la squadra, naturalmente vedendo il tutto dal di fuori e leggendo sui giornali, non so quanto Padalino abbia contribuito a dire quello che gli serviva e cosa no e se giocatori che sono stati acquistati erano adatti al suo modo di giocare. Mi sembra un allenatore abbastanza anelastico e non mi sembra che abbia voglia di adattarsi ai giocatori che ha in Rosa”.

IL FOGGIA – “D’altronde ci sono, guarda caso, 6 punti di distacco da una squadra che sa esattamente come giocare perché sono tre anni che giocano nella stessa maniera e hanno le idee molto chiare. Forse andrebbe valutato bene il caso di iniziare a prepararsi ai play-off che quest’anno saranno molto duri”.

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