Primo anno no della Svicat Rugby

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Il cuore non basta e quando la coperta è corta lo si nota ancora di più. Questo è quello che si è visto nell’ ultima partita di campionato della Svicat che purtroppo è solo l’ ultima delle tante occasioni sprecate ,nel corso dell’ anno, dalla squadra campiota che più di una volta ha sfiorato la vittoria; basti pensare alle belle prestazioni con Monopoli e Bari oppure alla debacle in casa con il Bitonto.Le due vittorie ottenute con Cus Foggia e in terra bitontina sono stati, dal mio punto di vista, dimostrazioni di orgolgio e di rabbia.

La squadra, durante il campionato, ha sfoderato una fase difensiva di un discreto livello e  qualche ottimo spunto in fase offensiva salvo poi sprecare e cedere sempre nel secondo tempo. Carenza di fiato? Si. Purtroppo quando si gioca nelle categorie amatoriali o dilettantistiche c’è sempre il rischio che gli impegni esterni al campo prendano il sopravvento ed è difficile raggiungere il numero adeguato per un allenamento di spessore, oltre a questo si aggiunge anche la lunghissima lista di infortunati e la totale assenza di un settore giovanile, che, avrebbe potuto rimpolpare le file della prima squadra.

A dire il vero ultimamente, a mio avviso, è tutto il meccanismo Svicat che non funziona o meglio non vuole funzionare. A livello personale posso solo dire che ci ho provato, ci ho provato con tutte le mie forze a dare il massimo  insieme ad altri membri della squadra; non ci siamo riusciti e per me chiudere con -1 il campionato è una nota negativa e se solo fossimo stati costanti e avessimo utilizzato quel sacrificio che l’ anno scorso ci ha contraddistinto ci saremmo tolti qualche soddisfazione in più. Ora è tempo solo di fare un esame di coscienza personale e capire cosa si poteva migliorare, in attesa della Coppa Puglia.