Lerda a PL: il Lecce, la finale con il Frosinone, Braglia, i playoff, i tifosi e la salvezza con il Vicenza

Franco Lerda, ex allenatore del Lecce, ora alla guida del Vicenza, ci dice la sua sui giallorossi, sulle analogie tra le due piazze e sui play-off che il Lecce affronterà. Il tecnico piemontese ha preso in mano i biancorossi che erano al penultimo posto in classifica nel campionato di Serie B portandoli alla salvezza con due giornate di anticipo, conseguendo un ruolino di marcia da promozione diretta, quasi due punti a partita.

Mister, segue ancora il Lecce?

Si, lo seguo da sempre, quando non posso vederlo mi informo e sono sempre stato aggiornato. Ha fatto un campionato importante purtroppo alla fine gli è mancata anche un po’ di buona sorte“.

Che analogie trova tra la cavalcata che portò il Lecce al terzo posto di due anni fa, dopo che sostituì Moriero, e quella di quest’anno di Braglia?

Ogni campionato ha una storia a se, però per certi versi il Lecce di Braglia ha fatto una rimonta importante ci sono dei fattori in comune anche se io presi il Lecce che aveva zero punti. Adesso ci sono i Play-off e si deve azzerare tutto ciò che è stato fatto, ripartendo dalle cose migliori, fiduciosi e positivi perché la squadra è molto forte, la conosco bene. C’è una base numerosa che era già con me e ne conosco il valore. Ci sono anche profili nuovi, molto forti per la categoria. Si deve preparare bene la gara contro il Bassano, una formazione che è tra le migliori della Lega Pro“.

La piazza di Lecce, sempre calda, che ricordi ha?

La ricordo come una piazza troppo importante per la categoria. Il primo anno avevo una squadra che era la migliore che ho avuto a Lecce,  ma in una piazza che non era pronta perché non aveva digerito la doppia retrocessione dalla A. Partimmo benissimo ma poi si ruppe qualcosa anche all’esterno, forse ci si aspettava che tutto fosse dovuto. Per vincere ci debbono essere più componenti in sintonia tra loro: squadra, pubblico, società e stampa. Non tutta la stampa ad esempio fu propositiva ed al fianco della squadra“.

Il Bassano che squadra è?

Il Bassano è una squadra forte, con una società che negli ultimi anni ha maturato un equilibrio che la vede sempre partecipe in maniera importante nella Lega Pro girone A e si presenta ai Play-off con giocatori pronti e infatti lo scorso anno finì in finale con il Como. Hanno mantenuto una certa struttura e si sono anche migliorati rispetto alla scorsa stagione, sono pronti per il salto. Il Lecce deve preparare bene la partita perché non sarà semplice“.

Può il il Lecce arrivare fino alla fine?

Assolutamente si, io me lo auguro. Si faccia forte delle positività che ci sono state da quando è arrivato Braglia. L’aspetto mentale è importante ma anche l’aspetto fisico atletico, i valori ci sono. Ci saranno tante persone allo stadio, nella mia era non se ne sono viste così tante, segno che i tifosi adesso sono pronti, forse hanno digerito la doppia retrocessione dalla serie A ed hanno capito l’importanza di essere vicini al Lecce, quindi anche la spinta della piazza può essere determinante“.

Franco LerdaConosce molti degli interpreti di quest’anno per averli allenati nelle scorse stagioni, come li farebbe giocare?

Preferisco non entrare nel merito della questione tecnico tattica; Braglia sa come metterli in campo. Io posso dire che i giocatori che ha sono bravi sia tecnicamente che moralmente“.

Compattezza della squadra da quando è arrivato Braglia, ma anche un grande Perucchini…

Filippo Perucchini è diventato un grande portiere, aveva bisogno di confermarsi perché ha una ottima predisposizione tecnica ma è anche un bravissimo ragazzo e grande professionista. Ha avuto un grande rendimento e si merita ciò che sta facendo“.

Parliamo della sua squadra, il Vicenza. Com’era la situazione quando ha preso in mano i biancorossi?

La situazione era sull’orlo del collasso, avevamo una sola squadra dietro, il Como. Il Vicenza era penultimo con una situazione societaria in cui c’erano più correnti di pensiero, uno staff tecnico di primo livello che però non era riuscito a trovare la chiave giusta per ottenere i risultati. Quando sono arrivato era in crisi sia sotto il profilo fisico che mentale. Infermeria piena zeppa ed avevo pochissimi giocatori a disposizione“.

Franco LerdaCosa ha fatto per invertire la marcia?

Ho lavorato a 360 gradi, non solo dal punto di vista tecnico-tattico, soprattutto sotto l’aspetto mentale. Ho parlato individualmente con tutti i giocatori, prima non l’avevo mai fatto ma stando a casa fermo per un anno ho maturato alcune convinzioni che ho voluto provare. All’unisono tutti i giocatori si sono messi a mia totale disposizione e quando hai a che fare con degli uomini, prima che calciatori, nessun traguardo è irraggiungibile“.

Le basta un punto in due gare per la salvezza matematica.

Si, in realtà se la Pro Vercelli non vince a Perugia nessuno potrà più raggiungerci e noi saremmo praticamente salvi, solo la matematica dice che manca un punto. Io, com’è mia consuetudine, non vorrei fare un punto soltanto, vorrei farne sei da qui alla fine ma probabilmente siamo già salvi. Abbiamo sfiorato la media di due punti a partita, compresa la prima persa col Cagliari che abbiamo affrontato non avendo potuto fare neanche la settimana tipo. Dopo abbiamo fatto 5 vittorie, due pareggi ed una sola partita persa“.

Che differenze ci sono tra la piazza di Lecce e quella di Vicenza?

Parliamo di due piazze importanti, Lecce vive il calcio in maniera più passionale. Io dico sempre che non è tanto quello che accade nel campo che fa la differenza, quanto i rapporti esterni. Le pressioni di Lecce sono di un altro tipo ma in entrambe le città c’è una grande cultura calcistica. Ad esempio mi capita spesso di fare una passeggiata in centro e vedere ragazzini che indossano la maglia del Vicenza piuttosto che quella delle grandi squadre. Qui si sente l’odore del Vicenza ovunque“.

Prima di chiudere l’intervista Lerda aggiunge: “Devo rivolgere un pensiero ai tifosi del Lecce, ci tengo perché mi sono rimasti nel cuore. Non sono riuscito a portarli in Serie B, la finale persa a Frosinone, con tantissimi tifosi giunti da Lecce, io non l’ho ancora dimenticata. State vicini alla squadra. Faccio un grande in bocca al lupo al Lecce e mi auguro che il prossimo anno ci si possa incontrare sul campo da avversari“.

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