Messina-Lecce, la moviola: D’Apice titubante ed insicuro

Messina Lecce

Ad arbitrare Messina-Lecce è stato D’Apice della Sezione di Arezzo. Titubante ed insicura la sua prova, valuta da lontano l’azione che porta al rigore i giallorossi.

Al 16′ del primo tempo contatto in area peloritana tra Moscardelli e Zanini: giusto far proseguire perché non ci sono gli estremi per il calcio di rigore.

Al 9′ del secondo tempo ammonito Fornito per un fallo su Sowe a centrocampo.

Al 16′ del secondo tempo rigore per il Lecce. Pallone filtrante in area per Caturano che viene contrastato da De Vito, il terzino siculo colpisce si il pallone, ma l’intervento è scomposto e con il corpo colpisce il centravanti leccese che cade a terra. Il rigore non è netto ma ci può stare, anche se è difficile la valutazione considerata l’eccessiva distanza del direttore di gara dal punto di impatto.

Al 19′ del secondo tempo ammonito Cosenza per un fallo su Tavares al limite dell’area salentina.

Al 23′ del secondo tempo ammonito Caturano per un tocco di mano in area siciliana, eccessivo il provvedimento per l’attaccante leccese.

Al 26′ del secondo tempo regolare il pareggio dei messinesi, su cross di Fornito il centravanti è tenuto in gioco da Cosenza.

Al 37′ del secondo tempo ammonito Papini per fallo tattico a centrocampo su Padulano lanciato a in velocità verso la porta salentina.

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