Inizio d’anno positivo del Milan che con il primo gol in campionato di Josè Mari batte un Lecce che si è soltanto difeso a oltranza. I rossoneri, privi di giocatori del calibro di Maldini, Rui Costa e Filippo Inzaghi, ritrovano però il loro metronomo di centrocampo, Albertini, che sommato alla grinta di Gattuso e alle giocate di Pirlo, alla fine risulta determinante.

E’ impressionante la mole di gioco prodotta dai rossoneri che costringono il Lecce a difendersi. La cosa, ai salentini, riesce bene soltanto nel primo tempo, anche se non c’è ombra di ripartenze, ma nella ripresa scende in campo un Milan deciso a far sua la gara.

Il Lecce resta impantanato nella zona retrocessione, a quota 17 punti, esattamente il contrario di ciò che si augurava Cavasin che, comunque, ha la responsabilità di non aver intuito come la pressione costante dei rossoneri avrebbe prima o poi prodotto almeno un’occasione da gol. Il Milan fa un bel passo avanti in zona scudetto e resta agganciato al treno delle prime. In attesa di recuperare le pedine più importanti del suo scacchiere ad Ancelotti può andare bene così.

Contra resta a Milano perché è diventato papà di un bambina (è il primo figlio) e quindi Ancelotti gioca subito la carta del recuperato Serginho. Così il 4-4-2 rossonero, che prevede Pirlo sulla destra, diventa spesso in realtà un 4-3-3 con Serginho a sinistra e Josè Mari a destra che si alternano a formare il trio d’attacco con Shevchenko e Pirlo. Cavasin ha deciso invece da giorni, vista l’assenza dello squalificato Chevanton, di schierare una sola punta, Cimirotic, chiedendo a Giacomazzi sulla destra e a Tonetto sulla sinistra di supportarne l’azione.

Il copione della gara è chiaro fin dall’inizio: il Milan tiene palla e la fa girare alla ricerca di spazi per lanciare a rete Shevchenko o portare fuori i difensori giallorossi e favorire gli inserimenti dei centrocampisti. Di contro il Lecce presidia gli spazi e marca a uomo Shevchenko con Silvestri, Pirlo con Juarez, Josè Mari con Colonnello e così via. Il Milan le prova tutte, ma nella prima frazione di gioco si impantana nell’affollato centrocampo giallorosso.

Quello che il Lecce non riesce a fare, un po’ per la quadrata opposizione rossonera, un po’ per la scarsa vena di Giacomazzi, è far ripartire il contropiede. Cimirotic si batte lì davanti, cerca di far salire la squadra, ma Albertini e Gattuso giostrano bene a centrocampo e la difesa del Milan resta sempre alta, non concedendo spazio alle avanzate leccesi. In una gara tatticamente così bloccata le occasioni possono arrivare soltanto su errori delle difese o su situazioni a palla inattiva. Ed è quello che succede a 13′ minuti dalla fine con la punizione che Pirlo scodella sulla testa di Josè Mari per la deviazione vincente. Non basta l’occasione (causata da un liscio di Costacurta) che Tonetto spreca calciando su Abbiati ad alimentare i rimpianti dei giallorossi.

IL TABELLINO

LECCE-MILAN 0-1

MARCATORE: José Mari al 33′ s.t.

LECCE (5-4-1): Chimenti; Giorgetti (Superbi dal 9′ s.t.), Juarez, Popescu, Silvestri, Colonnello (Konan dal 35′ s.t.); Conticchio, Piangerelli, Tonetto, Giacomazzi (Savino dal 41′ s.t.); Cimirotic. (Frezzolini, Malusci, Cirillo, Balleri). All.: Cavasin.

MILAN (4-2-3-1): Abbiati; Helveg, Costacurta, Chamot, Kaladze; Gattuso, Albertini (Donati dal 47′ s.t.); José Mari, Pirlo (Umit dal 37′ s.t.), Serginho (Simone dal 22′ s.t.); Shevchenko. (S. Rossi, Laursen, Brocchi, Javi Moreno). All.:

AMMONITI: Costacurta per gioco scorretto.

ARBITRO: Rodomonti di Teramo

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