Brutto rientro dell’Enel Brindisi in campionato dopo la pausa “All Star Game”. La squadra esce sconfitta nella prima giornata di ritorno con Pistoia, quando invece ci si aspettava di ripartire con la stessa carica, energia e motivazione viste nella prima parte di stagione.

Nonostante il giro di boa sia appena cominciato, i dubbi e le domande da porsi sono molteplici. Facendo un excursus, si può dire che per Brindisi la stagione 2015/16 non è iniziata nel migliore dei modi, o meglio, sembrava essere rose e fiori finchè non si è entrati in un tunnel lungo e buio dal quale ancora non si riesce ad uscire.

Prima l’esordio in campo non facile per il pivot Gagic, in netto ritardo con la preparazione atletica, recuperata in due mesi di duro lavoro; l’infortunio di Reynolds poi (in quella bellissima partita a Sassari) che ha destabilizzato gli schemi di squadra. A questo sono seguiti un po’ alla volta anche gli infortuni di Cournooh, Kadji, Banks, Cardillo e Zerini, che hanno messo ancor di più in difficoltà squadra e staff tecnico. Tutto il gruppo stringeva i denti ogni settimana e la tensione in campo era visibile. Oltre al danno la beffa, perché con il mancato passaggio alle Final Eight di Coppa Italia, il main sponsor Enel ha ritirato un potenziale bonus economico, come previsto dagli accordi stagionali.

Infine l’insuccesso con Pistoia, che segna il terzo consecutivo per la panchina di Brindisi. Proprio nella gara contro i toscani, si può dire di non aver assistito ad un arbitraggio perfettamente imparziale: ciò ha tanto scaldato gli animi del PalaPentassuglia e soprattutto quello del Presidente Marino, che ha messo da parte le vesti di dirigente e fatto uscire la sua parte più tifosa, inveendo contro la terna nell’intervallo e nel post partita. Quest’azione però è costata cara alla società, che oltre alla multa per offese agli arbitri, si è aggiunta la sanzione al Presidente della New Basket, nonché Presidente di Legabasket, inibito dal Palazzo fino al prossimo 2 febbraio.

A fine gara, inoltre, altro episodio increscioso è stata “l’aggressione” verbale da parte di Marino a un giornalista locale, gesto che ha suscitato scalpore, ma che ha anche trovato il supporto della maggior parte dei tifosi, schieratisi con l’hashtag #iostoconMarino.

Tuttavia, le perplessità e i timori dei vari supporters per l’andamento della squadra si fanno sentire: c’è chi è indeciso nel guardare e puntare ancora ai primi otto posti in classifica per l’obiettivo playoff scudetto e chi, invece, spera nella salvezza. C’è chi crede che la squadra sia stata costruita male fin dalle operazioni di mercato estivo, c’è chi rimpiange le vecchie stelle della panchina biancoazzurra, recenti e non, e chi addirittura pensa che il “periodo Bucchi” sia arrivato al capolinea.

Certo è che da quando il coach emiliano ha messo piede a Brindisi nel 2011 non ha mai fallito un obiettivo, a cominciare dal grande ritorno in Serie A della squadra proprio nel suo primo anno al comando. Bucchi è entrato nella storia del basket brindisino, contribuendo a stabilire numerosi record, ma anche importanza e visibilità non soltanto a livello nazionale e  per il quale lo si può solo ringraziare.

Al di là di tutto, bisognerebbe sempre ricordare chi siamo e da dove veniamo: una società che con sacrificio ha acquistato prestigio negli anni, una delle poche squadre del sud nella massima serie del campionato, una tifoseria conosciuta in Italia per il suo calore e passione per questo sport, una città che mastica basket in ogni angolo. Per questi motivi, è dovere di tutti restare uniti, affinchè il bellissimo giocattolo non si rompa mai e cominciare a risalire la china magari con una bella e convincente vittoria domenica prossima in quel di Bologna.

Chi la dura, la vince!

Iweblab