BLOG | Alessandra Carrisi, la biancoceleste salentina dal muro impenetrabile.

di Silvio Bagnara

E’ stato uno dei primi acquisti, la scorsa estate, della nuova stagione della Volley Terracina, uno degli elementi principali sulla quale è stata poi costruita la squadra, ancora un volto nuovo di cui andremo alla scoperta quest’oggi, una che non molla fino all’ultima palla giocata, incontriamo questa volta Alessandra Carrisi.

Salentina verace, Lecce la sua città dove nasce nel settembre del 1993 e dove inizia a muovere i primi passi in un campo di volley, gioca nove anni con la squadra della sua città, la Nike Volley Lecce, passando dalle giovanili fino alla prima squadra, poi il passaggio a Spongano in serie C nel 2015, l’anno successivo sale di categoria e va a Manfredonia in B2 dove ottiene la promozione in B1 e dalla scorsa estate veste la maglia biancoceleste della Volley Terracina.

Alta 182 cm, centrale il suo ruolo, è una che come si dice nel gergo del volley, “fa ombra a muro”, grande elevazione, possiede tutti i colpi che il ruolo richiede, bravissima nei primi tempi e soprattutto, una grande lottatrice in campo, una che non si arrende facilmente, una che mette in campo tanta determinazione contagiando in modo eccezionale tutte le sue compagne.

“Si è vero, questo è un lato del mio carattere, mi piace lottare, la sfida a certi livelli, cerco di non mollare mai e mi brucia non poco quando non riesco ad esprimermi come vorrei.”

Inizia così la chiacchierata con Alessandra che ci racconta anche come sono stati i suoi primi approcci la scorsa estate, con la nuova realtà, con la nuova squadra: “Arrivando in un posto dove non conosci nessuno, ci arrivi sempre entrando in punta di piedi e cercare di ambientarti alla meglio e il prima possibile, ma devo dire che in questo la società è stata disponibile sin da subito, mettendoci a nostro agio, utile soprattutto per me che arrivavo da più lontano e che cercavo di conoscere ogni nuova cosa piano piano.”

Poi sono iniziati i primi allenamenti e il primo contatto con il campo e l’allenatore. Cosa ci racconti di quei giorni e le tue prime sensazioni.

Conoscevo il progetto della società e delle ambizioni, sapevo poco dell’allenatore se non qualche notizia raccolta in giro durante l’estate, ma le notizie che mi arrivavano erano tutte positive. Poi la conoscenza delle nuove compagne è stata davvero una bella scoperta, tutte, e dico tutte, ci siamo aiutate l’una con l’altra per fare da subito gruppo, creare quella giusta sintonia che poi sarebbe durata per tutta la stagione. La cosa è riuscita, siamo ancora un ottimo e meraviglioso gruppo che affronta ogni momento essendo un corpo solo. Mi piace.
State conducendo un campionato di prima fascia con l’obiettivo dei playoff, quanto finora è stata importante la mano dell’allenatore fino a qui?

Importantissima, per me soprattutto, ho imparato a scoprirlo giorno dopo giorno, il suo modo di far crescere ogni singola ragazza, di lavorare in un determinato modo affinchè quel movimento esca come dice lui, di come migliorare la mia posizione a muro e i tempi di salto, insomma tanta roba, devo e dobbiamo solo continuare a lavorare per metterla in pratica.
Puoi anche sbilanciarti e dirci dove potreste arrivare?
Ma l’obiettivo è quello che hai detto te, in campionato credo che i playoff siano alla nostra portata, abbiamo trascorso un periodo quest’inverno, con alti e bassi, con una continuità non sempre duratura, anche per via di qualche infortunio occorso ad alcune compagne. Ora siamo in evidente crescita, stiamo giocando bene e preso una certa continuità, quando giochiamo come sappiamo non abbiamo paura di nessuno, abbiamo battuto quasi tutte le squadre che ci precedono in classifica, ci sono ancora delle partite da giocare e comunque procediamo un passo alla volta.
Come è Alessandra fuori dal campo?
Ma sono sostanzialmente una ragazza molto semplice, che ama le belle compagnie, uscire con gli amici, andare al cinema, mi piace molto leggere ma soprattutto adoro la fotografia. Sono una che se trova la giusta compagnia può spaccare il mondo, se invece chi mi sta accanto è un tipo più tranquillo, lo spacco lo stesso facendo però meno danni…..ahahaha
Beh è un po’ quello che si vede in campo in ogni partita, ad ogni tuo punto ti si legge in faccia la carica che ci metti nelle giocate.
Si infatti, cerco sempre di giocare ogni partita al massimo della carica agonistica, non si molla nulla fino all’ultima palla, magari contagiando anche qualche compagna, pure loro però non scherzano e anche se magari qualcuna non lo dà a vedere, dentro ha la carica giusta per lottare tutte unite per lo stesso traguardo.
A proposito di traguardi, sabato prossimo c’è la finale di Coppa Lazio contro il Civitavecchia. Vi state preparando per questo incontro che dal punto di vista emozionale regala molto, al di là del valore dell’avversario. Cosa pensi, che gara sarà?
Ma sinceramente non so, non conosco la loro squadra, la studieremo in questi giorni e cercheremo di arrivare al meglio a questo appuntamento. Sarà comunque una partita difficile, se non altro perché interverranno molti fattori. Mi piacerebbe vedere gli spalti pieni dei nostri tifosi, ti trasmettono tanto. Ma facciamo parlare il campo, facciamo parlare la pallavolo.
Non resta che farti il più grande in bocca al lupo, sia per l’evento più prossimo sia per un playoff che possa regalare ancora altre soddisfazioni.
Crepi, speriamo vada tutto per il meglio, noi ci crediamo.

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