Processo Ultrà | Ascoltato Fenucci su presunte pressioni da parte degli UL

Si è svolto ieri, nelle aule del tribunale penale di Lecce, uno degli ultimi ‘appuntamenti’ che riguarda il processo a 33 tifosi giallorossi appartenenti, presumibilmente, al gruppo di tifosi organizzati denominati “Ultrà Lecce”.

L’operazione ha avuto inizio nel 2009 quando furono arrestate 14 persone, sette di queste furono destinate al carcere, le altre ai domiciliari.

Nella giornata di ieri è stato sentito un testimone, Claudio Fenucci, all’epoca dei fatti a.d. dell’US Lecce, oggi al Bologna. Al testimone sono state rivolte diverse domande circa la presunta ‘influenza’ degli UL alla Società, si parla di pressioni più o meno psicologiche. Un atteggiamento intimidatorio che è stato smentito da Fenucci che ha dichiarato che mai la tifoseria ha cercato di condizionare la Società giallorossa e che tra le parti, la tifoseria e la Società, c’era una certa indifferenza.

Tra i vari episodi citati, anche l’aggressione subita da Souleymane Diamoutene a Calimera, l’anno dopo che il calciatore aveva indossato la maglia del Bari e la successiva esclusione dal gruppo dello stesso difensore. Una ‘scelta tecnica’ è stata definita da Fenucci, intrapresa dalla Società dopo aver sentito il parere dell’allenatore di allora, Gigi De Canio.

Riconducibile a scelte societarie anche l’esonero del DS Guido Angelozzi, inviso certamente a gran parte della tifoseria, ma avvenuto anch’esso per scelta tecnica. Ricordiamo che successivamente al suo esonero la Società giallorossa affidò la gestione dell’area tecnica allo stesso De Canio.

Il Processo tornerà il 12 Febbraio prossimo, data in cui ci sarà la requisitoria del PM Ennio Cillo. Il mese successivo, nelle date del 12 e del 28 Marzo, ci sarà anche l’arringa difensiva, affidata all’avv. Pinuccio Milli.