Perché quella di Roberto Rizzo sarebbe la scelta migliore

roberto rizzo lecce

Roberto Rizzo, oltre ad essere una prima scelta sia a livello di preparazione che a livello umano (tifoso della maglia), rappresenta il logico avvicendamento in panchina dal punto di vista tattico, avendo egli come sistema di gioco di riferimento proprio il 4-3-3.

L’esonero di Padalino andrebbe visto nell’ottica non di una punizione dal punto di vista tattico ma, probabilmente, nell’ottica della mancanza di stimoli; altrettanto, lo spogliatoio che prima si era schierato al suo fianco, forse gli ha voltato le spalle.

La scelta di Rizzo va vista proprio nell’ottica tattica, cioè il non disperdere quanto di buono il gruppo aveva imparato proprio nel modo di stare in campo con il 4-3-3 e semmai migliorare questo aspetto.

Il tecnico di San Cesario, lo scorso anno subentrò, chiamato a salvare il Lanciano, insieme al suo amico Maraiulo, in serie B, facendo una rimonta pazzesca che non culminò nella salvezza perché la formazione abruzzese nonostante macinasse punti e vittorie veniva quasi ogni settimana penalizzata in classifica dalla Corte Federale (8 punti, poi ridotti), nonostante a livello societario la Virtus Lanciano fosse ormai allo sbando conclamato.

Ora Rizzo, storico secondo di Gigi De Canio, può avere la possibilità di continuare a lasciare il segno nella squadra della sua città, dopo i fasti vissuti proprio con il tecnico di Matera alla guida della formazione giallorossa e quelli al timone della formazione primavera dei miracoli.

Sarà un compito arduo quello a cui Roberto si sottoporrà, avrebbe a disposizione pochissimo tempo per portare a termine  un programma ambizioso (vincere il play-off) e continuare ad allenare il Lecce.

Proprio il Lecce potrebbe ridare al bravo tecnico salentino, quanto gli è stato tolto dal calcio negli ultimi anni.

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