Giacomazzi a PL: le differenze tra il Foggia ed il Lecce, la contestazione a Padalino e…

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giacomazzi con la maglia del lecce

Pianetalecce.it ha intervistato l’ex capitano del Lecce, Guillermo Giacomazzi. L’uruguaiano, ospite illustre del seminario, ha risposto prontamente alle nostre curiosità. Abbiamo cercato di stuzzicarlo su tre temi piccanti: il presente della società giallorossa e il campionato che questa sta disputando; il passato, nella fattispecie il match contro il Foggia, analizzando in particolare il comportamento di Padalino e il futuro, sfiorando l’argomento play off.

Riguardo al primo tema, ossia il campionato del Lecce in questa stagione, Giacomazzi si è espresso in questi termini: “Il Lecce ha giocato un grande campionato, ha purtroppo steccato le partite più importanti della stagione, perdendo dove il Foggia non ha perso. La differenza tra le due compagini – ha poi proseguito l’ex centrocampista giallorosso – è proprio questa, il livello tecnico tra le due formazioni è di pari livello”.

All’ex capitano, poi, abbiamo chiesto cosa pensasse della contestazione nei confronti di Padalino: “ Nel calcio è normale salutare gli avversari con i quali si sono avuti rapporti umani, l’importante è rispettare la tua società, Padalino, probabilmente, ha sbagliato in questo, avrebbe potuto salutare i suoi ex giocatori nel chiuso degli spogliatoi, di certo non avrebbe alimentato le polemiche che poi si sono venute a creare” questa è stata la risposta del calciatore uruguaiano, molto vicina al pensiero di quasi tutti i supporters salentini”.

In ultima analisi abbiamo voluto chiedergli quale fosse secondo lui la squadra più pericolosa in chiave play off e il classe ‘77 ci è sembrato avere le idee chiare: “Senza dubbio il Parma sarà l’avversario più temibile. Una grande tifoseria ed un’ottima squadra come quella emiliana possono mettere in difficoltà chiunque. Non bisogna lasciarsi ingannare dall’opaco finale di stagione, anzi, in alcuni casi terminare male l’annata può dare maggiore carica in vista degli spareggi”.

Il Lecce di Giacomazzi ci ha fatto gioire, il capitano con la nostra maglia addosso ha alzato anche un trofeo, la coppa “Ali della Vittoria” assegnata ai vincitori della serie B. Noi in quella serie vogliamo tornarci quanto prima, la ricetta giusta per salire non la conosce nessuno ma le parole di chi ha giocato tante battaglie sportive con quei colori addosso possono essere di sprone a tutto l’ambiente.

  • Un callo per Catullo

    Come sempre in perfetto disaccordo con Giacomazzi, che di spaccare spogliatoi e farsi espellere per dispetto dopo 5 minuti, ne ha sempre capito tanto.

  • Andrea Sonio

    Che se proprio a livello tecnico, semmai, c’è un abisso tra Lecce e Foggia, proprio differenze sostanziali nel tocco di palla addirittura… come fa a dire “di pari livello”?

    E poi, se proprio si vuole fare una domanda sul passato… caro Giacomazzi, ci spieghi come mai 5 anni fa hai camminato per metà campionato, sei entrato dalla panchina a Carpi facendoti espellere al primo contrasto… e poi, andato via Lerda, sei tornato a correre e ad essere uno dei migliori della rosa?

    • lu mecueci

      STAVOLTA SONO D’ACCORDO CON TE

    • Davide Mandorino

      Penso che il problema, più che tecnico, sia tattico, individuale e di squadra.

      • Andrea Sonio

        Quindi solo io vedo una differente padronanza proprio del mero tocco del pallone, dai centrali di difesa (Coletti vs Cosenza o Giosa) agli attaccanti, passando per terzini e centrocampisti?
        Dal punto di vista tecnico solo Mancosu e Tsonev, e forse Pacilli (Doumbia viene salvato dalla velocità, Torromino dalla prestanza), mi sembrano all’altezza di un qualsiasi calciatore del Foggia nei fondamentali tecnici.
        Anche a parità di disciplina tattica individuale e di squadra, il primo controllo del pallone di un qualsiasi calciatore del Foggia è funzionale allo sviluppo di un’azione corale. Stop perfetto, superamento di un uomo, movimenti, passaggio quasi sempre perfetto, e via con l’azione….
        Noi spesso ci incartiamo, il primo controllo viene sbagliato, finisce fuori, si torna indietro verso il portiere, e superare il primo uomo è un’impresa, non solo in dribbling ma anche con triangolazioni… anche quando i movimenti tutto intorno ci sono.
        A parità di disciplina tattica, dunque, in un nuovo scontro diretto col Foggia verremmo comunque surclassati tecnicamente, con un rapporto di 1:3.. ossia una azione portata a termine da noi contro tre del Foggia, prendendo in esame un determinato arco di tempo.
        A me il divario sembra evidentissimo.

        • Davide Mandorino

          Appunto stai parlando di gesto tecnico in funzione dello sviluppo di un’azione quindi tattica individuale 😉

          • Francesco Solazzo

            Credo che Padalino non abbia sfruttato bene la velocità di Torromino e Doumbia. Avrebbe dovuto attuare un gioco per innescare in velocità i due attaccanti. Mentre con il suo gioco di tic e toc questi sono sono snaturati e rendono meno. Invece credo che se sono lasciati larghi, innescati in velocità, creano molto spazio a Caturano che si infila al centro arrivando da dietro.
            Oggi ho visto il Benevento – Vicenza 0 – 0 con Baroni (altro genio) che teneva Cissè fermo in avanti…..e solo quando sono saltati gli schemi e innescato veloce, è stato pericoloso…..
            Ormai si deve ritornare a giocare in velocità, con vere ali. Questo è il futuro.

            • Luigi

              Si concordo oggi si deve giocare sfruttando le fasce con i terzini che collaborano con le ali avanzate. Ma per fare questo occorre anche un forte regista e giocatori che proteggano la difesa.

        • euL

          seconde me pure, la cedi solo tu – senza offesa.
          i nostri non sono né stanchi né messi male tecnicamente.
          solo che si trovano a intermittenza, quasi mai per cosí dire.

        • DeathSS

          Pacilli è il+forte tecnicamente..

        • Luigi

          Non la penso come te Doumbia se fatto crescere ancora un po’ da un vero allenatore potrebbe giocare in serie B minimo da protagonista. Idem per Torromino e Pacilli. Il problema è che siamo più forti de Foggia dalla cintola in su. E forse anche nei singoli difensori centrali. Ma il vero divario sta nei terzini che nn affondano o si sovrappongono e sopratutto nella mancanza di un centrocampo vero forte in tutti i reparti. Che sappia protegfere la dufesa e ripartire. Eccetto Mancosu e un po’ Costa Ferreira il resto è il nulla compreso Tsonev. Questa è la differenza. Con un Auteri o un Brini per andare bassi se nn proprio un De Canio o Delio Rossi o anche Cavasin il Lecce avrebbe sopperito a queste mancanze e con questo reparto d’attacco avrebbe dato almeno per 10 punti al Foggia. Ma purtroppo hanno voluto questo amen Riguardo al Parma o Alessandria Cremonese Livorno li vedo superiori anche al Foggia. Venezia e Foggia poi nn dimentichiamo che oltre ad avere i soldi hanno anche Stroppa è Inzaghi 2 che da giocatori erano top player specie Pippo ma che soprattutto sono stati protagonisti con allenatori quali Lippi Capello Sacchi Ancelotti. Padalino sempre mediocre e questa è un’altra differenza sostanziale.

          • Andrea Sonio

            Perdonami, ma dici che siamo superiori al Foggia dalla cintola in su e nei difensori centrali, mentre siamo inferiori a centrocampo TRANNE Mancosu e Tsonev (un titolare e un quasi-titolare). Fatti due conti, e praticamente stai dicendo che solo tre nostri calciatori sono inferiori a quelli del Foggia (il regista e i due terzini), mentre sui restanti 8 li surclassiamo. Il che, a mio avviso, è quasi una bestemmia.
            Senza contare che citi allenatori che danno un gioco insieme ad altri che il gioco e il calcio offensivo te lo fanno scordare (Cavasin, Brini), come se fossero tutti la stessa cosa, quando invece per ognuno di loro avresti dovuto avere una rosa diversa.
            Insomma, per me alcune cose che dici possono anche essere giuste, ma è un minestrone.

        • Beto_92

          Non concordo…ovviamente se il giocatore senza palla si muove nel contesto in maniera più funzionale ha meno difficoltà a controllare il pallone e a cercare la giocata migliore per il compagno e così via. La vera differenza tra Foggia e Lecce è che, a parità di modulo e di tipologia di interpreti (esterni invertiti, mezzala sx che si comporta da incursore, ecc), il Lecce è molto più statico e ciò porta a minori soluzioni di passaggio e ad una marcatura più facile da parte dell’avversario. Il 4-3-3 è un modulo che predilige una squadra molto dinamica con molte sovrapposizioni e tagli, e noi tutti questi movimenti vengono fatti in maniera approssimativa (non sono l’unico a dirlo, anche addetti ai lavori hanno notato questa nostra attitudine)

      • Francesco Solazzo

        Caro DAVIDE ti do uno spunto per una riflessione.
        Io ho notato che molte squadre italiane e straniere, ultimamente tendono a giochicchiare a centro campo cercando l’imbucata. Il Napoli è uscito dalla coppa proprio con questo gioco. Ed anche il Barcellona è uscito con questo gioco. Invece, fino ad un anno fa, era proprio questo… il gioco vincente. Ed anche il Lecce, a modo e livello suo fa questo gioco noioso di possesso sterile e improduttivo. Ultimamente, le squadre vincenti europee (Juventus, Real Madrid) giocano di nuovo in velocità, con pochi passaggi e molte ripartenze veloci. Ed anche il Lecce, qualche partita fa, ha giocato un pochino più in velocità, e se pur con tanti errori. è stato più pericoloso.
        Gli olandesi insegnarono, Sacchi migliorò il loro gioco. Altri li imitarono. E dopo qualche anno quel gioco diventò vecchio.
        Oggi, il gioco del Barcellona fatto di possesso e imbucate è vecchio.
        Ed anche il gioco (o non gioco) del Lecce è vecchio.
        Giocherei i play off più abbottonato, con 2 ali veloci larghissime tra loro a piede giusto (Torromino e Doumbia) che non tornino MAI oltre la metà campo, di modo da tenere dietro 3 difensori larghi + il portire.
        Difesa e subito rilancio veloce sulla destra o sinistra, ma SEMPRE con le 2 ali molto larghe, di modo da aprire le difese per gli inserimenti centrali.
        Un saluto

        • Davide Mandorino

          Ciao Francesco. Diversi mesi fa, se non ricordo male era la nona/decima di campionato, proprio ad @AndreaSonio scrissi che noi avevamo giocatori per sviluppare dei contropiedi micidiali. Quindi personalmente avrei già provveduto a sfruttare queste nostre peculiarità. Riguardo il gioco… gli olandesi insegnarono, Sacchi lo migliorò… Crujiff disse che Sacchi adattò il calcio totale al catenaccio italiano, infatti lo schema preferito di Sacchi era il 442. Io sono convinto di una cosa, al giorno d’oggi non esiste una ricetta vincente. Con tutti gli strumenti a disposizione, supporti video, software di analisi, personale qualificato, ecc ecc, un allenatore che non studia in maniera minuziosa e maniacale l’avversario, un allenatore che non riesce ad adattare la propria squadra e il proprio gioco a quello che è la situazione, non potrà mai essere un buon allenatore. Sun Tzu ne “L’arte della guerra” scriveva “Conosci il nemico come conosci te stesso. Se fari così, anche in mezzo a cento battaglie non ti troverai mai in pericolo.
          Se non conosci il nemico, ma conosci soltanto te stesso, le tue possibilità di vittoria saranno pari alle tue possibilità di sconfitta.
          Se non conosci te stesso, né conosci il tuo nemico, sii certo che ogni battaglia sarà per te fonte di pericolo gravissimo.”
          Bisogna sempre adattarsi alla situazione, essere flessibili e trovare sempre il modo di sfruttare il momento. C’è il momento in cui bisogna essere in grado di sviluppare il tiki-taka x trovare l’imbucata giusta e quello in cui chiudersi e fare densità per sviluppare le ripartenze. L’avversario, il campo, le forze a nostra disposizione, sono variabili fondamentali che vanno sempre considerate e che sicuramente andranno a influire sull’atteggiamento tattico della nostra squadra.

          • Beto_92

            90 min di applausi (cit.)

    • Beto_92

      Io non vedo tutta sta differenza tecnica, anzi non la vedevo per niente prima del mercato di gennaio, invece dal punto di vista tattico e agonistico abbiamo sempre lasciato a desiderare…

    • euL

      Sulla seconda parte, sfondi un muro aperto.
      Molti vorrebbero chiedergli le stesse cose, io per primo.

  • 1908lecce

    traditore.

  • Lucas E Maura Jezek

    No si può parlar male del grande Giaco!A parte con Lerda ha sempre sputato sangue in campo lui e Cheva !Onore agli uruguagi,100 fuatr meiu di tanti rinnegati ultima delusione lu panzerottu..

    • Andrea Sonio

      “A parte con Lerda” significa 5 anni in meno di Lega Pro.

      • Questa storia per me rimane tutt’altro che scontata.

      • Lucas E Maura Jezek

        Andrea e quante salvezze e promozioni in a ..dai mo ,la colpa alla fine è sempre del figlio scemo de Semeraru non del gorilla Giaco

        • Andrea Sonio

          Lucas mio, le salvezze e promozioni non le potevamo ottenere senza una serie di fattori che andavano ben oltre un singolo calciatore… da un buon DS a un buon allenatore, passando per una rosa con i controca**i in quasi tutti i suoi elementi (dall’arcignità di Conticchio e Piangerelli, quando Giacomazzi neanche c’era, alla “garra” di Bolano o Olivera).
          Invece quell’anno di Lega Pro, considerando il peso che avevano gli uruguaiani nel nostro spogliatoio, sono bastati loro a fare la frittata, allontanando dall’allenatore anche il resto della rosa.
          Dai, su… in Serie A erano “tutti importanti, nessuno indispensabile”. In quel Lecce di Lega Pro il peso di Giacomazzi & C. era dieci volte più grande.
          Parere mio, ovviamente.

  • Francesco Picciolo

    e pensare che 5 anni fa se tutti sti miserabili avessero giocato tutte le partite il Lecce sarebbe salito subito in B
    Semeraro torna ad essere il presidente e riporta il Lecce nel calcio che conta ca quai sta sciucamu da 5 anni di progetto in progetto

    • Ma perché chi ci ha spedito in C, ha abbandonato la nave come uno Schettino qualunque, e non ha mai nascosto il disprezzo per i tifosi (“Peggio per loro” disse il vecchio a proposito) dovrebbe essere il salvatore della patria? Ma cosa vi passa per la testa?

      • Nicola Ursino

        Beh con una tifoseria come la nostra mi scoglionerei anch’io fossi il patron. Tifoseria calorosa quando le cose vanno bene, ma devastante e altamente distruttiva quando le cose vanno male (e non bisogna nemmeno che vadano poi così male).

    • euL

      yalla, habibi!!! e mo scatta la musica orientaleggiante con danza del ventre, annessi e connessi! pensa tu che io, giorni fa, ho visto una scritta sul muro che diceva: “masturbatevi di piú”. e ho pensato: “e se mo vado e la firmo silvio B.”?!? lui pui era davvero avanti…