La Buonanotte di Murra | Bruciare Calabro con l’autolesionismo? Si può, solo a Lecce

Dall’Eccellenza alla Lega Pro, in un battito di ciglia. La quinta posizione e la possibilità di agguantare il terzo posto in classifica per rendere ancora più memorabile e storica l’impresa della Virtus Francavilla. Ad un passo, una decina di punti per la verità, dall’ennesima vittoria del campionato.

Chiamatela impresa, chiamatelo sogno, chiamatelo come vi pare ma è la realtà in cui Antonio Calabro, Stefano Trinchera e Antonio Magrì stanno vivendo. E se sognare non costa nulla, la stagione di Lega Pro invece costa assai. Immaginate voi se il professionista Calabro avesse avuto lo spunto del tifoso del Lecce e domenica avesse tirato i remi in barca. Quale infamità nei confronti del proprio datore di lavoro. Ora ribaltiamo la situazione, immedesimiamoci nei tifosi del Foggia e pretendiamo che Padalino tiri il freno in Foggia-Lecce. Facciamolo, perché così è. Ora preoccupatevi pure.

Nelle ultime ore abbiamo letto di tutto e di più. Insulti sul professionista e sull’uomo. Lo schifo. Il calcio ha perso tutti i lumi della ragione.

Continuate pure ad insultare Calabro per aver fatto il suo dovere e magari chiudete un occhio sul resto. Tanto funziona bene la shitstorm di gruppo sul poveraccio di turno. Capirai, ormai conosciamo il meccanismo.

Bruciare Calabro, per quello che rappresenta oggi e per il futuro, è una cazzata colossale. Il solito autolesionismo alla salentina. Questo accade solo a causa di dichiarazioni volutamente travisate per creare la notizia. Vi avevamo già avvertiti sul fare una cernita delle fonti dalle quali attingere per mettere a tacere la vostra irrefrenabile voglia di conoscenza.

Ora chiamatelo pure piccolo Conte. Perché lui, in fondo, lo è già… è un tecnico vincente!