“Un KO che ci può stare”, scusi Padalino: in che senso?

La sconfitta di Francavilla è passata inosservata perché il comportamento di Calabro & Soci ha gettato fumo negli occhi a tutti. Già in quella occasione avevamo provato a sottolineare come il KO fosse stato figlio di scelte scellerate da parte di Padalino più che di misure del terreno sballate e fondo duro. D’altra parte l’allenatore vincente è quello che meglio si adatta a uomini e situazioni, non quello che riesce a proporre imperterrito l’unica idea di calcio che ha in testa.

La partita contro il Foggia ha avuto lo stesso leitmotiv in sottofondo. Una gara preparata male a livello mentale, troppo lassismo e poco carattere, poi giocata peggio allo Zaccheria.

Chi ha avuto la sfortuna di assistere al match, ha visto il Lecce difendersi, arretrare, e respingere l’avversario. Neanche fosse il Melfi ultimo in classifica che oggi, tra parentesi, è andato a vincere a Francavilla sullo stesso terreno duro e corto di due domeniche fa.

La squadra non ha carattere. Non è una cosa di oggi, é che non ce l’ha mai avuto. E’ andata avanti approfittando dei passi falsi delle altre – infatti appena il Foggia ha ripreso a correre ha messo la freccia del sorpasso – e dell’enorme tasso tecnico della sua rosa.

Ci chiediamo dove sia per il Lecce il senso comune di squadra. Quale forma abbia. Quale senso dare a questo insieme di giocatori che se spostati da un ruolo all’altro perdono la bussola. Giocatori snaturati, sviliti, svuotati. Ha perso tutte le volte che ha mandato avanti l’impianto di gioco e non gli uomini. Più che darci delle risposte, ci ha sempre dato delle conferme.

Agghiacciante, direbbe il buon Conte, non è tanto il risultato di oggi che assolutamente ci può stare, sono le dichiarazioni di resa del tecnico foggiano che con fare serafico se ne esce fuori con dichiarazioni allucinanti: “La sconfitta ci può stare”. Scusi Padalino, in che senso?

Fateci capire una cosa: il Lecce va a giocare a Foggia con l’idea che due risultati su tre possano essere utili alla corsa promozione e lui, dopo una gara incommentabile, se ne esce fuori con quelle dichiarazioni?

La cosa più triste di tutta questa vicenda sapete qual è? Non serve nemmeno esonerarlo. Non avrebbe alcun senso, sia per la statistica che per la logica. Solo che non riusciamo a capire se sia più triste il mancato esonero per buon senso o lui che continuerà ad allenare i giallorossi pur sapendolo.